Forlì. Scelto il nuovo colore dei lampioni di piazza Saffi

La Sovrintendenza “battezza” il colore: i lampioni di piazza Saffi saranno marroncini. Il Comune può dare seguito al progetto di riqualificazione dei corpi illuminanti avviato tempo fa dall’amministrazione, ma la cui iniziativa, è il caso di dire, era rimasta ferma al palo. «In accordo con le Belle Arti è stata decisa la tonalità di colore dei pali dei lampioni che, in questo momento, vengono pitturati – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Vittorio Cicognani –. Verso la fine del mese inizieremo a smontare le aquile così da poterle restaurare e tra giugno e luglio verranno ricollocati, riqualificati, i corpi illuminanti di piazza Saffi e piazzale della Vittoria». Mancavano una decina di giorni alla fine di gennaio dello scorso anno quando l’amministrazione comunale affidava i lavori di restauro di 20 lampioni tra piazza Saffi (16) e piazzale della Vittoria (4). Un intervento all’apparenza non troppo complicato che però trova risoluzione solamente ora. La Soprintendenza, infatti, non era convinta di quale dovesse essere il colore dei pali e che, ovviamente, si sarebbe dovuto integrare cromaticamente con il contesto urbano. Fatto sta che per arrivare alla decisione finale sono state effettuate ben sei prove di colore (inizialmente rosso) ma nessuna ha convinto i tecnici delle Belle Arti. I tempi, quindi, si sono dilatati. Non solo, secondo una ricostruzione basata sui documenti in dotazione all’Archivio di Stato di Forlì, nel 1932, in previsione della nuova sistemazione di piazza Saffi e del suo ampliamento, venne riprogettata anche l’illuminazione. I vecchi candelabri, infatti, dovevano essere sostituiti con 14 nuovi corpi più alti e moderni (verranno poi posizionati solo nel 1935). I lampioni dovevano presentare le seguenti caratteristiche o meglio dovevano essere «a sezione ottagonale, in acciaio al carbonio, in un sol pezzo, senza saldature, catramati all’interno a caldo, completi di guarnizioni di ghisa, provvisti ognuno di gruppo pastorale di 4 lampade con punti luminosi a 9,50 metri dal suolo con lesene del basamento e gruppo terminale in bronzo e stemmi del Comune e del fascio, pure in bronzo». Insomma, del colore non c’è traccia e questo fa presupporre che fossero stati collocati in piazza Saffi allo stato naturale, ovvero all’occhio avevano la tonalità dell’acciaio al carbonio. La colorazione degli stessi, quindi, risale ad un secondo momento e verosimilmente tra il 1970 e il 1980, più o meno nello stesso periodo in cui venne ritinteggiata la facciata del Municipio. In questa occasione, quindi, venne scelto il colore che tutti i forlivesi hanno sempre riconosciuto all’illuminazione dell’ellisse cittadina, il rosso-mattone tipico dei centri storici. Possibile, perciò, che la Soprintendenza nella sua indagine si sia accorta di tutto ciò e che abbia tenuto conto di questo nella scelta finale. Ad ogni modo, dopo ben 17 mesi si può procedere e chiudere il cantiere entro l’inizio dell’autunno. «Verso la metà di luglio verranno smontati gli altri pali di piazza Saffi e in settembre è previsto lo sghisaggio dei plinti vecchi – conclude Cicognani –. L’intero intervento dovrebbe concludersi, quindi, in ottobre».

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