Forlì, scadenza rinviata per i contibuti previdenziali

«Questa volta il 10% delle imprese associate chiede lo slittamento del pagamento delle imposte contro le punte del 50% presentate nel 2020». Questo è quanto rileva il direttore di Confcommercio Alberto Zattini alla luce del fatto che l’Inps ha confermato il differimento al 20 agosto 2021 del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali con scadenza originaria a lunedì per i lavoratori iscritti alle gestioni autonome speciali degli artigiani e degli esercenti di attività commerciali. «Nel 2020 le imprese hanno chiesto di poter accedere a quelle linee di credito messe a disposizione per far fronte all’emergenza e, quindi, ha deciso di approfittare del posticipo delle tasse anche se qualcuna sta ancora sostenendo quei pagamenti. Dall’altra parte, ha inciso il fatto che tutti noi siamo convinti che si è ripartiti, anche se in maniera lenta. La speranza c’è per cui gli imprenditori preferiscono stringere i denti pur di non contrarre ulteriori debiti. Il posticipare di qualche mese i doveri con il fisco è solo un rinviare, e non arginare, il problema. La difficoltà di liquidità delle imprese resta. Per questo motivo come associazione di categoria abbiamo richiesto più volte un anno bianco, ovvero fare in modo che le imposte e la tassazione venissero praticamente azzerate». Con il nulla osta del Ministero del Lavoro, infatti, viene autorizzato lo slittamento quale misura per attenuare gli effetti negativi causati dal prolungarsi dell’emergenza e favorire la ripresa. Per l’anno 2021 l’esonero parziale della contribuzione previdenziale e assistenziale dovuta dai lavoratori autonomi e dai liberi professionisti iscritti alle gestioni Inps e alle casse previdenziali professionali autonome, è previsto per chi ha percepito nel 2019 un reddito complessivo lordo imponibile ai fini Irpef non superiore a 50mila euro e ha subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nell’anno 2020 non inferiore al 33% rispetto a quelli del 2019. «Il differimento è doveroso, specie per quelle imprese che stanno continuando a soffrire e il cui funzionamento a singhiozzo, dettato dalle restrizioni, ha creato un problema di tenuta delle aziende stesse – precisa Franco Napolitano direttore generale di Cna Forlì-Cesena –. Forse era più opportuno fissare una scala più ampia che consentisse agevolazioni sulla base dei diversi cali di fatturato. Fissare l’asticella al 33%, significa dentro o fuori. L’impresa che ha subito un calo del 32,9% o del 31% in questo modo non ha diritto».

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