Forlì. Ritrovo di ex scout per aiutare missione in Etiopia

Una rimpatriata degli ex Scout per sostenere una missione in Etiopia. Questa sera alle 20, nei locali della parrocchia di Santa Maria del Fiore, in via Ravegnana, è in programma una cena molto intrigante, aperta ai tanti che, nella seconda metà del secolo scorso hanno vissuto l’esperienza dell’Agesci nel gruppo Forlì 3°. Sostenuta da una cena a base di paella, la serata sarà occasione di incontro per i tanti “ragazzi” dell’epoca, ma avrà anche uno scopo caritativo ben preciso: aprire una raccolta fondi da destinare ad una missione presente da decenni in Etiopia, prima nella regione del Kambatta ed ora in quella del Dawro Konta, nel sud del paese. Fin dagli anni ’60, quando Santa Maria del Fiore era ancora parrocchia francescana (i Cappuccini hanno lasciato definitivamente Forlì nel settembre 2012), il gruppo Forlì 3° ha avuto un’attenzione particolare per il “servizio”. «L’input dei nostri capi – racconta Antonio Amoroso, uno degli ex scout – era mettersi a disposizione di coloro che, nella nostra società, ma anche altrove nel mondo, avevano bisogno di aiuto, anche materiale. I più grandi concretizzavano il proprio cammino educativo in attività di raccolta carta, ferrovecchio e altro, che consentiva loro di realizzare somme di denaro, da destinare a situazioni locali di bisogno e alle missioni francescane». Quest’ultimo gesto conobbe un impulso straordinario con il passaggio in parrocchia di un sacerdote cappuccino, che aveva scelto di andare missionario in Etiopia: padre Raffaello Del Debole. Nato a Castiglion Fiorentino, era stato ordinato sacerdote nel 1963. Prima di partire aveva avuto il ruolo di cappellano dell’Agesci a Santa Maria del Fiore. In Etiopia dal 1972, padre Raffaello ha fondato una comunità scout a Timbaro, mantenuta viva persino durante la dittatura di Menghistu.

(L’articolo completo sul Corriere Romagna oggi in edicola)

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