Forlì, Puntadiferro: attesa per la ripartenza

Ultima mattina di lavoro prima dell’ormai abituale chiusura del sabato e della domenica. Una delle ultime tre, perché con il ritorno dell’Emilia-Romagna in “zona gialla”, poi anche per i centri commerciali l’aria, ancorché condizionata, avrà un profumo diverso. Aria di riapertura sette giorni su sette dal 15 maggio, come non accadeva da inizio novembre quando il Dpcm dell’allora Governo Conte, impose lo stop e le luci spente nei fine settimana. Oltre 6 mesi di lavoro a singhiozzo, se non di fermo completo in “zona rossa” e questo lunghissimo periodo un impatto lo ha avuto sugli esercizi presenti al “Puntadiferro”. Camminando lungo i corridoi si notano 6 negozi a serranda abbassata, l’area ristorativa vuota, due esercizi attivi ma con cartello di “cessata attività” già esposto (Chiodi Bianco Casa e Mixerì d’abbigliamento femminile) e il self service “Gustami” del colosso ristorativo Camst ormai smantellato. Insomma, da due settimane si è tornati a vendere dal lunedì al venerdì, ma i mancati incassi del weekend pesano e in prospettiva peseranno ancora. Eppure potere lavorare dopo una lunga “traversata del deserto” è un faticoso sollievo. L’impegno è tanto, ma a supportarlo torna la speranza. «Sicuramente le previsioni dell’ultimo decreto governativo sono una grande iniezione di fiducia – afferma il responsabile marketing del Gruppo Igd, Fabrizio Cremonini –. E se verrà confermata anche la riapertura generale di tutti i punti vendita nei fine settimana dal 15 maggio, sarà un passo importante verso un ritorno alla normalità. La possibilità di spostamento tra le varie zone sarà un ulteriore vantaggio. Noi eravamo già organizzati da maggio scorso con distanziamenti e norme di sicurezza e se verrà confermata la possibilità del servizio al tavolo anche per i locali al chiuso a giugno, anche le aree food trarranno importanti benefici».

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