Forlì, processo maglietta “Auschwitzland”, giudice ricusato

Prima udienza e subito scintille in aula per il processo a Selene Ticchi, la militante di Forza Nuova che il 28 ottobre 2018 prese parte a Predappio al raduno per l’anniversario della marcia su Roma indossando una maglietta con la scritta “Auschwitzland”, adattata alla grafica Disney. L’avvocato difensore della donna, Daniele D’Urso, ha ricusato il giudice Anna Fiocchi perchè, secondo la tesi del legale messa agli atti, non avrebbe mostrato la dovuta imparzialità nella fase di costituzione di parte civile da parte dell’Anpi, in aula esposta dall’avvocato Antonio Giambrone che rappresenta l’associazione nazionale partigiani insieme al collega Emilio Ricci.

La motivazione

Cosa ha sollevato il caso? Durante la sua esposizione delle ragioni di costituzione di parte civile l’avvocato Giambrone avrebbe parlato di campi di concentramento nazifascisti in Germania, più volte interrotto, dall’avvocato D’Urso secondo cui i campi erano un’idea di Hitler e dei nazisti e non dei fascisti e quindi non si potevano imputare al popolo italiano. Il giudice ha più volte ripreso D’Urso di non interrompere l’avvocato di parte civile durante la sua esposizione e di non sovrapporsi alla sua voce. A questo punto l’avvocato D’Urso ha rimarcato che il mancato intervento del giudice aveva come significato o non aver colto l’offesa per il popolo italiano (“il nazismo è una cosa, il fascismo un’altra” ha detto il legale in aula) o un pensiero già accondiscendente verso una parte processionale, facendo venire meno alla terzietà, motivo per il quale ne chiedeva la ricusazione. Sia il sostituto procuratore Francesca Rago, che rappresenta l’accusa, sia l’avvocato Giambrone per la parte civile, hanno voluto ribadire come non si ravvisassero atti che giustifichino la ricusazione nel comportamento del giudice non avendo quest’ultima espresso nessun convincimento, ma limitandosi a moderare gli interventi del difensore dell’imputata che interrompeva la parte civile. Adesso gli atti verranno mandati alla Corte di Appello di Bologna che dovrà decidere se proseguire con la giudice Fiocchi oppure cambiarlo.

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