Forlì, le pressioni di molti cittadini sui medici: “Scriva che non sono idoneo al vaccino”

«Settembre, andiamo. È tempo di vaccinare». In realtà è sempre il momento giusto, ma parafrasando D’Annunzio, saranno l’ultima settimana d’agosto e il prossimo mese, i periodi in cui ci si aspetta un rilancio effettivo della campagna di immunizzazione al Covid che porti anche i temporeggiatori a prenotare la propria dose. A parte i “Quinto Fabio Massimo del vaccino”, ci sono, però, anche i forlivesi fermi su posizioni contrarie e, per loro, neppure la prospettiva dell’apertura delle scuole e degli eventi sportivi, del maltempo con conseguente passaggio al chiuso di ristoranti e bar potrebbe fungere da stimolo. Lo si sta capendo proprio in questi giorni, nei quali si stanno susseguendo episodi di cittadini che chiedono al proprio medico un certificato di esenzione dal vaccino. Documento che, però, «non sostituisce affatto il green pass e, soprattutto, non ha alcuna validità se a emetterlo è un medico che non sia lui stesso vaccinatore». Parola di Michele Gaudio, il presidente dell’Ordine professionale provinciale che ammette come «si stiano verificando pressioni da parte di molti cittadini verso colleghi al fine di emettere certificati di non idoneità alla vaccinazione». Chi lo rilasciasse, però, lo farebbe «in modo improprio» poiché sino al 30 settembre, salvo ulteriori disposizioni, le certificazioni potranno essere redatte solo dai medici dei servizi vaccinali delle Ausl o da medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che abbiano aderito alla campagna e dispongano delle credenziali per inserire i dati nei sistemi regionali di gestione del programma vaccinale. Gli altri? «Su richiesta dell’assistito hanno l’obbligo di redigere un certificato anamnestico che rappresenta lo stato storico di salute della persona con l’elenco di disturbi, patologie, ipersensibilità e quant’altro – afferma Gaudio –. È, però, solo una fotografia. Giusto farsela scattare per la tutela della propria salute, ma sono i vaccinatori gli unici a poter dire, osservandola, se il soggetto possa essere non idoneo. E se lo fosse, comunque, non avrà il green pass».

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