Forlì, più soldi ai sindaci: i piccoli Comuni frenano l’entusiasmo

“Non è oro tutto quello che luccica”. La proposta del governo Draghi di incrementare l’indennità di tutti i sindaci in proporzione al numero degli abitanti alletta gli amministratori, ma non senza suscitare qualche perplessità. «La maggiorazione del nostro compenso andrebbe attinta dalle casse comunali – sottolinea la sindaca del comune di Tredozio, oltre che deputata tra i banchi di Coraggio Italia, Simona Vietina – e per una piccola realtà come quella che io amministro, che conta 1.100 abitanti, significa distrarre fondi preziosi tanto quanto scarsi da impiegare per la collettività». In sintesi, secondo Vietina, sarebbe opportuno che venissero messi a disposizione fondi statali per rimpinguare lo “stipendio” dei sindaci. «Io – aggiunge – destino il mio intero compenso ai lavori pubblici, ma che gli amministratori debbano avere una retribuzione adeguata ne sono convinta, soprattutto nei piccoli Comuni, dove in mancanza di funzionari al sindaco spettano molte più incombenze che nelle grandi Amministrazioni».

Marianna Tonellato, prima cittadina di Castrocaro Terme e Terra del sole, sposa la visione della collega Vietina: «Non è una bella figura mostrare ai cittadini che i sindaci distraggono somme pubbliche per aumentarsi il compenso». Al contrario però la bontà del provvedimento “draghiano” starebbe nel «riconoscere la fatica e la grandissima responsabilità dei sindaci in qualità di rappresentante della comunità, con enormi responsabilità sulle spalle, certo più grandi – sottolinea – di quelle dei parlamentari». «Ognuno di noi deve pagarsi un’assicurazione – spiega – una spada di Damocle che ha ogni sindaco sulle spalle. In ogni caso, un incremento nella nostra indennità non sarebbe un privilegio, ma il riconoscimento di una fatica quotidiana». Più positivo, il primo cittadino di Santa Sofia, Daniele Valbonesi, afferma invece che l’aumento è «un segnale corretto, perché fare il sindaco è un incarico e una responsabilità che merita un minimo di dignità. Io non ho deciso di fare il sindaco per l’indennità, ci vuole ben altra motivazione, ma se i sindaci lavorano bene, i cittadini non avranno problemi ad aumentare di qualche centinaia di euro il loro “stipendio”».

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