Forlì. Pazienti Covid dimezzati in ospedale

Nel reparto di Terapia intensiva dell’ospedale “Morgagni Pierantoni”, ormai da 4 giorni non sono più ricoverati pazienti positivi al Covid-19. E’ questa la fotografia che meglio sintetizza la corrispondenza che ormai sta verificandosi tra il calo della curva dei contagi, sul territorio così come in tutta la Romagna, e il decremento dei ricoveri dovuti all’infezione da Sars-Cov-2.

Una consequenzialità che, in questa come nelle precedenti ondate pandemiche, si è iniziata a verificare dopo una settimana o poco più dal raggiungimento del picco delle positività accertate, ma che adesso pare effettiva e progressiva. Insomma, cala sempre più il numero delle persone infettate, inizia a scendere, anche sensibilmente, quello delle persone costrette a ricorrere alle cure ospedaliere.

«Si sono quasi dimezzate nel corso degli ultimi 10 giorni, la situazione è in netto miglioramento anche guardata dall’interno dell’ospedale – non nasconde la soddisfazione il direttore del plesso sanitario di Vecchiazzano, Paolo Masperi –. Attualmente a Forlì sono degenti 46 persone positive, ma nel momento di massima diffusione a gennaio ne abbiamo avute anche più di 80. Da giorni, soprattutto, nessuno è più ricoverato in Rianimazione per ragioni collegate al Covid e, questa, è davvero la dimostrazione più evidente ed importante, dell’uscita dalla fase più critica».

Non dell’uscita completa e definitiva dalla pandemia, però. «Il calo che stiamo riscontrando non è ancora progressivo, lo definirei “a scalini”: per questa ragione sono ottimista, ma ancora prudentemente. Dei 46 pazienti Covid che ancora curiamo, e che ancora al 70% sono uomini e donne completamente o parzialmente senza copertura vaccinale, 8 sono infatti assistiti nei reparti semi-intensivi. Certo, ne abbiamo ospitati anche stabilmente una quindicina fino a pochi settimane fa, ma aspettiamo che la tendenza si consolidi prima di parlare di ritorno a una gestione ordinaria anche dell’attività ospedaliera. Spero di poterlo fare a inizio marzo».

Se Terapia intensiva è libera, anche Medicina ha visto svuotarsi i letti che erano stati allestiti per pazienti positivi al coronavirus ed è tornata alla sua configurazione normale. Rimangono occupati, invece, i posti messi a disposizione a Pneumologia (tutti), quelli di Malattie Infettive e alcuni che erano stati predisposti in un reparto dedicato che Masperi spera di “svuotare” quanto prima. «È il reparto dove porteremo Ginecologia e Chirurgia senologica e mi auguro di poterlo liberare dai pazienti Covid entro una settimana. Poi, dopo l’ultima di febbraio, capiremo se ci saranno le condizioni per riportare tutto l’ospedale a un’organizzazione sempre elastica, ma più convenzionale».

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