Oncologia, Romagna isola felice: “Abbiamo recuperato gli arretrati lavorando il sabato e la sera”

Ausl Romagna in controtendenza rispetto al dato nazionale ed europeo per quanto riguarda screening e diagnosi dei pazienti oncologici. Inoltre dalla ricerca per i vaccini anti Covid potrebbe arrivare un aiuto anche nella ricerca contro i tumori.

«Conosciamo la realtà nazionale – spiega Fabio Falcini, che guida il Dipartimento oncologico dell’Ausl Romagna – ma la Romagna da questo punto di vista rappresenta un’isola felice. Nel periodo del lockdown, nel marzo 2020, c’è stato il blocco ministeriale per l’invio delle lettere per lo screening, anche quelle già inviate sono state annullate. Abbiamo potuto continuare l’attività in sala operatoria per la situazione dell’ospedale, in altre zone come Piacenza e in Lombardia la situazione è stata più difficile perché si è risentito del flusso dei positivi. Quando si è ricominciato, con tutte le regole del caso, come distanziamento e tempi più lunghi tra un paziente e l’altro, abbiamo recuperato l’arretrato con sedute aggiuntive, lavorando il sabato e la sera. Così siamo riusciti ad andare a pari con il lavoro. Da questo punto di vista i risultati dell’Ausl Romagna sono buoni, un po’ di ritardo c’è stato nella diagnosi, non possiamo negarlo. Dobbiamo anche dire che in quel periodo i cittadini erano terrorizzati dall’avvicinarsi ad un ospedale e chi aveva qualche disturbo e in condizioni normali sarebbe andato a farsi vedere, in quel periodo non lo ha fatto. Se ci saranno state ripercussioni non possiamo dirlo, tra qualche anno valuteremo i dati. Però chi si presentava non correva rischi, a tutti veniva fatto il tampone, anche all’Irst c’era un’attività di controllo attento. Adesso stiamo lavorando in una situazione di normalità, la gente si fida perché sa che stiamo facendo le cose per bene».

La ricerca dei vaccini anti Covid, potrebbe diventare una “spalla” per quella contro i tumori. «Il Covid ci ha insegnato le regole del distanziamento, della mascherina, della possibilità di lavorare in call, ma sul piano della ricerca dobbiamo dire che oggi quella sui vaccini sta lavorando sul mRna, non si tratta di sperimentazioni. Nella ricerca oncologica si lavora sull’Rna da anni, perchè le cellule ricevano gli impulsi giusti. Il ricercatore oncologico sta studiando in questo momento il Covid per capire la sua facilità ad entrare nell’organismo. Chissà che non si possa trasportare queste conoscenze nella ricerca contro il cancro».

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