Forlì, ordinanza per i matrimoni

Passato ferragosto, torna il momento di scambiarsi il «sì», che sia davanti a un altare o al cospetto del sindaco o di un assessore comunale. Risale la curva dei matrimoni, civili e religiosi, e sino a tutto settembre saranno decisamente di più, sia dell’anno scorso sia dei mesi primaverili, quando molte coppie scelsero di posticipare le nozze nell’auspicio di poter festeggiare in compagnia di parenti e amici e non in forma iper-ridotta a causa delle condizioni pandemiche. Non che adesso si possa tornare tot cour alle antiche tradizioni con centinaia di invitati, ma le maglie si sono allargate e, soprattutto, per le funzioni, in chiesa come in Comune, non c’è l’obbligo del green pass per i partecipanti. Ci sono, però, altre regole precise che ieri il sindaco di Forlì, Gian Luca Zattini, ha messo nero su bianco in un’ordinanza che varrà sino al 31 dicembre, ossia sino allo scadere (attuale) dello stato di emergenza sanitaria. Viste le misure vigenti in materia di contenimento del rischio contagio, ma anche «in considerazione del miglioramento del quadro epidemiologico», si può «prevedere un ampliamento degli orari e delle sale a disposizione per la celebrazione dei matrimoni e delle unioni civili, garantendo nel contempo la tutela di adeguate misure igienico sanitarie». Ecco, quindi, le nuove disposizioni: niente green pass, ma misurazione della temperatura all’ingresso, distanziamento interpersonale e mascherine sul volto. Unioni civili e nozze si potranno celebrare in Sala Randi, dove è consentito l’ingresso sino a un massimo di 35 persone compreso celebrante, sposi e loro testimoni e in salone comunale dove, tutti compresi, potranno entrare non oltre 91 persone. I giorni consentiti per sposarsi sono: dal lunedì al sabato tutte le mattine (10.30-12), martedì, giovedì e sabato anche al pomeriggio (15.30-17, sabato 16-17.30), la prima domenica del mese, mattina e pomeriggio (10.30-12 e 16-17.30). Nella stessa sala non potrà svolgersi più di una celebrazione per mattinata o pomeriggio e all’ingresso e all’uscita sono vietati gli assembramenti festosi. Quelli, semmai ma con giudizio, al ricevimento dove è però richiesto da norma il possesso e l’esibizione del pass.


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