Forlì. Omicidio Severi, caccia al dna dell’assassino

Provette di sangue e tamponi. È caccia al possibile Dna dell’assassino di Franco Severi. Ieri mattina, alla sezione Biologia del Ris di Parma, si sono svolti importanti accertamenti tecnici alla presenza delle parti in causa nel caso del 53enne ucciso e decapitato a Civitella. Oltre all’accusa, erano presenti Massimiliano Pompignoli e Maria Antonietta Corsetti, gli avvocati difensori di Daniele Severi, il 63enne in carcere con l’accusa di aver ucciso e decapitato il fratello, e il legale Max Starni, che tutela altri due fratelli Severi, in lite con Daniele. Nel dettaglio: si tratta di 10 provette di sangue, materiale raccolto sotto le unghie di Franco, e 11 tamponi anche questi riferiti ai resti dell’agricoltore assassinato. Accertamenti irripetibili su reperti prelevati sulla salma dal medico legale incaricato, in relazione ai quali si procederà a comparazione di natura biologica con altro materiale sequestrato, riferiti sia alla vittima, sia al presunto colpevole. I risultati dovrebbero essere disponibili nell’arco di due settimane e potrebbero rappresentare un elemento importante per le indagini e per le successive vicende processuali.

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