Forlì, l’addio al campione Ercole Baldini

È il giorno dell’addio al campione forlivese Ercole Baldini. Questa mattina intorno alle 10 il corteo funebre partirà dalla casa del “Treno di Forlì” a Villanova per dirigersi, a piedi, alla parrocchia di Santa Maria dove alle 10.30 si svolgerà il funerale. Poi il corteo ripartirà verso il vicino cimitero. La famiglia Baldini, dopo il funerale, aprirà le porte del museo a tutti coloro che desiderano visitarlo. In questi giorni centinaia di persone (tifosi, cittadini, ciclisti e amici di Baldini) hanno bussato alla porta di casa Baldini per rendere omaggio a Ercole e anche oggi al funerale saranno in tanti ad accompagnarlo nell’ultimo viaggio. Tra questi anche i romagnoli Gilberto Vendemiati, ex ciclista ravennate e amico di Baldini. «Come corridore tutti sanno com’era Ercole, uno sportivo di grande talento, ma io l’ho ammirato soprattutto come uomo – afferma Gilberto Vendemiati, ex ciclista, gregario di Pambianco e Gimondi, poi rimasto nell’ambiente come dirigente e in seguito come massaggiatore – Ercole era di una bontà incredibile. Io ero direttore tecnico della Scic quindi ho lavorato con lui diversi anni, lo andavo a prendere a casa e si andava alle corse assieme. Era un generoso, sempre pronto a dare una mano a tutti». Vendemiati ricorda anche le sfide in sella alla bici e il grande talento del Treno di Forlì. «Non ero in squadra con lui, ma per tre quattro anni ci siamo visti anche nelle corse in bici, Ercole era un gran passista. Mi sono meravigliato quando vinse in salita una tappa del Giro d’Italia a Bosco Chiesa Nuova, sopra Verona, arrivò da solo in maglia rosa. Era un grande anche dal punto di vista umano, al Mondiale di Reims del 1958 che vinse in fuga, quando vide Nencini in difficoltà Ercole gli disse “non ti preoccupare ci penso io”. Era davvero un grande campione».

Baldini era anche un romagnolo verace che amava scherzare. «Ercole era un gran giocherellone, gli piaceva scherzare – ricorda Vendemiati – anche in macchina non c’era un attimo in cui non si facesse qualcosa. Ed era un uomo modesto, non si è mai vantato dei suoi successi. Mi sembra una grande idea la proposta di intitolargli la stazione di Forlì. Baldini ha vinto tanto e ha fatto molto per il ciclismo italiano, ad esempio è stato lui a spingere Squinzi ad aprire la Mapei».

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