Forlì, nuovo assessore: da Fdi il vincolo su Catalano

Il silenzio è di facciata, la calma è solo apparente e le acque, neppure troppo al largo, sono agitate. È quanto segnala il barometro politico della maggioranza che guida l’amministrazione comunale forlivese, con il vento del malcontento che soffia forte dai banchi di Fratelli d’Italia e si dirige dritto verso il sindaco Gian Luca Zattini e i suoi silenzi.

Quelli che il coordinatore regionale del partito di Giorgia Meloni, il deputato Galeazzo Bignami, inizia a considerare davvero troppo prolungati sul controverso tema dell’allargamento della giunta municipale. Annunciato a fine 2021 dalla stesso primo cittadino come ormai imminente e, invece, dopo due mesi ancora sulla carta. Ad aspettare lumi è, prima di tutto, proprio FdI che afferma di avere avuto rassicurazioni dirette da Zattini sull’inserimento in squadra del proprio consigliere comunale Marco Catalano. Tuttora fermo ai box, invece.

«Non capiamo i motivi di un’impasse dovuta a un cambio di rotta di un sindaco che non parla direttamente più con noi da fine novembre – spiega Galeazzo Bignami -. L’ultima volta che ci siamo confrontati ci diede mandato di indicare un nome per l’allargamento della giunta, noi avanzammo quello di Marco Catalano e Zattini ci rispose che andava benissimo, chiedendoci solo il tempo di formalizzare il suo ingresso una volta approvata quella delibera di bilancio».

Siamo vicini ai due mesi da quel voto e ancora la questione è aperta. Perché? «Perché ci è stato riferito che il profilo del nuovo assessore doveva essere condiviso con tutta la maggioranza, anteponendo al nome una questione di metodo – motiva Bignami -. Onestamente è un cambio totale del quadro che impone anche a noi di porre la stessa questione a tutta la maggioranza». In sostanza, se vengono poste pregiudiziali di gradimento su un candidato alla giunta, allora per FdI deve valere lo stesso metro su chi al momento occupa un posto nella squadra di governo. «Se si vuole, adesso, la condivisione, allora anche noi dobbiamo condividere le scelte e queste appartengono a una giunta che ha sì operato bene, ma che potrebbe fare meglio e nella quale qualche aggiustamento si potrebbe anche apportare. Se un nostro assessore deve ricevere il placet degli alleati, tutti gli assessori devono essere condivisi anche da noi».

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