Forlì, non vaccinati e sospesi dalla Zangheri: protesta “impossibile” per il reintegro

Personale socio sanitario guarito dal Covid e da reintegrare dopo essere stato sospeso in quanto non vaccinato e luce da fare sui casi di alcuni anziani cui la quarta dose è stata somministrata senza attendere l’esito di un tampone che, poi, li ha visti risultare positivi al virus. Sono state queste le richieste che ieri mattina hanno portato un gruppo di cittadini, aggregatisi attraverso le chat di Telegram, a manifestare in viale Salinatore davanti ai cancelli d’accesso al giardino della casa di riposo “Pietro Zangheri”. Sit-in autorizzato dalla Questura e che ha visto affiggere uno striscione con su scritto “Fragili ma non cavie”. Presenti anche alcuni familiari di ospiti e Oss.

E sono otto le figure professionali della struttura che, dopo una prima inidoneità al servizio in quanto non in regola con il green pass, hanno contratto l’infezione e sono state reinserite a guarigione avvenuta. Temporaneamente, però, perché come spiega la direttrice della residenza, Donatella Maluccelli, «la normativa da rispettare prevede che dopo 90 giorni dalla guarigione debbano mettersi in regola con l’obbligo vaccinale: il medico del lavoro lo ha comunicato sia a loro che a noi e, scaduti i termini, ha dato altri 20 giorni per vaccinari». Due di loro non lo hanno fatto e sono state nuovamente sospese. Per le altre «il tempo per regolarizzarsi scade tra fine mese e inizio giugno e, se non si vaccineranno, saremo costretti a esonerarle dal servizio». C’è poco, anzi nulla da fare per la “Zangheri”, mentre i manifestanti, assolutamente pacifici, chiedono possano lavorare.

La manifestazione di ieri ha però un secondo punto dirimente: ospiti ai quali sono stati somministrati tampone e quarta dose di vaccino quasi contemporaneamente. «E il vaccino è stato comunque somministrato, prima di conoscere l’esito del test: positivo per alcuni – spiega Andrea Fiumi a nome dei manifestanti -. La conseguenza è che qualcuno si è sentito male e un paio di anziani sono stati ricoverati per problematiche cardiache come riporta anche un articolo del 13 maggio su “La Verità”». Articolo distribuito alla gente che ha avvicinato i manifestanti il cui intendimento è «fare piena luce su questi episodi, a costo di tornare qui con altri sit-in finché non succederà e, non accadesse, a presentare un esposto: noi chiediamo solo il rispetto delle persone, tanto più fragili, e dei protocolli. Il vaccino non va somministrato a chi è positivo».

La risposta di Donatella Maluccelli parte dalla secca smentita delle complicanze. «I positivi sono stati appena 4 o 5, nessuno ha avuto conseguenze riferibili alla vaccinazione e una sola persona è stata portata in ospedale, 4 giorni dopo la dose e per problemi di cui già soffriva e per i quali era già stato ricoverato: ora è di nuovo con noi e sta bene – afferma -. Le dosi, 80 quelle di cui Ausl aveva disponibilità, sono state inoculate a metà aprile in una data programmata e noi abbiamo solo ottemperato all’obbligo di raccogliere e mettere a disposizione come per ogni dose, i consensi informati dagli ospiti e dai loro familiari. A quel punto l’équipe dell’Azienda sanitaria ha effettuato le anamnesi e le iniezioni». La direttrice ammette che «nelle due giornate in cui Ausl è stata da noi, ha effettuato anche i tamponi come da screening periodico che, salvo sintomatologie, avviene per tutti una volta al mese». In alcuni casi, quindi, tampone e vaccino hanno coinciso e «4-5 ospiti sono risultati positivi». L’Ausl, quindi, ha valutato non sussistessero problemi nel non attendere un esito negativo dei test molecolari prima di somministrare le quarte dosi.

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