Forlì. Non trova personale, ristorante dimezza i tavoli: “Prima lavoravano gli studenti o i turisti, ora zero”

«Il ristorante Insonnia per problemi di ricerca di personale ha dimezzato i tavoli. Per questo chiediamo di prenotare in anticipo il vostro tavolo». Questo il messaggio sulla pagina Instagram dello storico locale forlivese di via Giovanni Dalle Bande Nere, che testimonia una problematica comune a tanti locali del settore ristorazione e non solo: la carenza di personale e la quasi impossibilità a reperirne di nuovo. «E’ da più o meno un anno che è cominciata questa situazione – racconta il titolare Iader Barchi –. È proprio impossibile reperire professionisti e non solo, anche lavapiatti, aiuti pizzaioli. Prima magari c’erano persone come studenti e turisti che stavano qui in zona qualche mese. Adesso non si trova più nulla. E non solo nel mio settore, anche nei corrieri, magazzinieri, tutto quello che ruota attorno al mondo della ristorazione. Quindi noi ci siamo trovati gradualmente sempre con meno persone e siamo stati costretti a chiudere prima la parte interna della sala, ora a dimezzare i tavoli».


I problemi

Così il ristorante Insonnia si trova ora ad avere i 15 tavoli esterni, rispetto ai 60 originari tra interno ed esterno, che erano diventati 30 e ora il calo ulteriore, dovuti non certo a una minore affluenza, ma alla considerazione di voler offrire un servizio sempre all’altezza. «Adesso a lavorare siamo io, la mia compagna e due ragazzi, di cui un part time – riprende Barchi – e siamo molto pochi perché ci sono delle sere che abbiamo molta attesa e non riusciamo, anche perché noi prepariamo tutto sul momento, una cucina su ordinazione, non facciamo pre cottura, quindi abbiamo davvero parecchi problemi». Una ricerca di personale infruttuosa, anche se affidata a vari enti. Le motivazioni? Quelle già sentite in queste circostanze. «Secondo me dopo il Covid la gente ha riscoperto magari il piacere di vivere all’aria aperta e stare a casa – commenta il titolare –. Questa è la prima spiegazione che mi sono dato e che ho anche sentito dai miei colleghi. E poi ci sono tutti gli aiuti dello Stato, come il reddito di cittadinanza: perchè comunque uno per stare a casa, può sentirsi libero quanto vuole, però se non ha i soldi per mangiare sei libero poco. Sono molto aiutati da questo. Si accontentano di prendere poco però di essere a casa, in famiglia, liberi. Perchè non è solo un problema di giovani, ma tutti, anche gli stranieri».

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