Naufragio in Brasile con la droga: niente estradizione per Giorgia Pierguidi

Niente estradizione in Brasile per Giorgia Pierguidi. Nel paese sudamericana la forlivese dovrebbe scontare 10 anni di carcere per traffico internazionale di droga dopo il naufragio della notte di Natale del 2011 con un carico di 307 chili di cocaina, insieme all’ex fidanzato, lo skipper cervese Davide Migani, lui condannato a 17 anni di carcere. Reato per il quale i due si sono sempre dichiarati estranei. Il no alla richiesta di mandare la 46enne in Brasile per scontare la pena è stata formulata dalla Corte d’Appello di Bologna, che ha accolto la richiesta, presentata dagli avvocati della forlivese, Carlo Nannini e Laura Dichiaro di Forlì, di rigettare la domanda, supportata invece dalla procura generale che adesso potrebbe fare ricorso in Cassazione se non si ritenesse soddisfatta della decisione.


La decisione

Nel prendere la loro decisione, i giudici hanno sottolineato il fatto che le condizioni di vita nelle carceri brasiliane sono difficili e non sarebbero garantito alla forlivese situazioni non degradanti e di non essere sottoposta a trattamenti crudeli e disumani.


Il percorso

Per i due romagnoli il percorso giudiziario è stato tortuoso: dall’assoluzione in primo grado alla condanna definitiva, il salto è stato enorme. Nel depositare la sua sentenza di condanna, il giudice brasiliano aveva scritto per Migani: «la pena base resta inalterata a 9 anni, mantenendo solo una circostanza aggravante», poi passata a 10 anni e 6 mesi. A questa si aggiunge la maggiorazione dei 2/3 della pena «in virtù dell’internazionalità del traffico di droga». Totale, 17 anni e 6 mesi di reclusione. Per la Pierguidi, la condanna fu fissata all’unanimità a 10 anni, 10 mesi e venti giorni. Quella notte di Natale del 2011, l’Ornifle, la barca a vela condotta dallo skipper con a bordo l’allora fidanzata, si era arenata nella foce di un fiume. Dopo essersi messi in salvo su una zattera di salvataggio, Migani aveva sparato un razzo d’emergenza, richiamando l’attenzione della polizia. Così, a bordo dell’imbarcazione la polizia locale aveva scoperto la cocaina purissima divisa in 280 panetti, del valore di 15 milioni. I due membri dell’equipaggio erano stati subito portati in carcere, vivendo, durante i mesi di detenzione anche una violenta sommossa innescata dai detenuti.

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