Forlì, 11 milioni in vent’anni per la nuova facoltà di Medicina

FORLÌ. Per l’insediamento del corso di laurea in Medicina e chirurgia a Forlì dell’Alma Mater di Bologna, Serinar (la società strumentale nata dall’unione del Comune di Forlì e di Cesena, Camera di Commercio, Provincia e dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di entrambe le città al fine di facilitare la realizzazione dei due decentramenti dell’Università di Bologna in questi 30 anni) metterà sul piatto 11,25 milioni di euro per i prossimi 20 anni. Tutto è contenuto proprio nella delibera che si discuterà in commissione consiliare domani.

«In questo caso abbiamo accolto l’input del Comune di Forlì – dice il presidente di Serinar, Alberto Zambianchi -. Abbiamo già visto quelli che sono gli effetti degli investimenti da parte degli enti locali sull’università. In questi 30 anni c’è stata una ricaduta sul territorio davvero imponente, da parte dei soci sono stati investiti 280 milioni di euro con una ricaduta economica di 24 milioni di euro l’anno solamente a Forlì. Ad oggi, il Campus di via Filippo Corridoni conta 6.500 studenti e ben 18 corsi di laurea».
Il punto di partenza del progetto, si legge nella delibera, è la già intensa collaborazione tra l’Alma Mater e l’ Ausl Romagna che vede la messa a disposizione, da parte dell’azienda, di strutture complesse per le esigenze didattiche e di ricerca e che ora saranno ulteriormente sviluppate mediante l’attivazione del corso di studi a ciclo unico in Medicina e chirurgia.

Per l’avvio della facoltà sono necessarie ingenti risorse sia per quanto riguarda la partenza del corso stesso, sia per ciò che concerne la predisposizione e la messa a disposizione dei locali, delle attrezzature e degli arredi ma anche per consentire il necessario ampliamento della rete dei servizi agli studenti, stimati in 75 per ogni annualità. «Con la partenza del corso di medicina e chirurgia si assisterà ad un ulteriore irrobustimento economico del territorio – prosegue il presidente di Serinar -. Gli studenti di medicina, inoltre, svolgeranno qui i loro tirocini permettendo al nostro servizio sanitario di qualificarsi ulteriormente».

Ma per l’attivazione sin dall’anno accademico 2020-2021 servono appunto investimenti e qui entra in campo Serinar che mette a disposizione risorse finanziarie fino a un massimo di 11,25 milioni di euro in un arco temporale di vent’anni, il Comune invece darà il suo supporto con un primo apporto alla società strumentale di mezzo milione di euro. «Chiaramente si andrà per fasi – conclude Alberto Zambianchi -. Materialmente queste prime risorse saranno impiegate per la riqualificazione del vecchio padiglione Sauli-Saffi e per gli interventi al nosocomio forlivese al fine di accogliere gli studenti. In questo modo si da continuità alla cittadella degli studi che sarebbe rimasto un polo isolato del nostro centro storico quando il vecchio ospedale è stato dismesso».

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