Forlì. Marta Farolfi: risultato epocale

È una doppia vittoria quella festeggiata ieri da Marta Farolfi, vicesindaca di Brisighella eletta in Senato per Fratelli d’Italia: anche se non si fosse aggiudicata il collegio uninominale che riunisce le province di Forlì-Cesena e Rimini, per lei le porte di Palazzo Madama si sarebbero aperte comunque, grazie al secondo posto in lista nel collegio di Bologna, Ferrara e Romagna, dietro Alberto Balboni.

Il primo pensiero, nel giorno dei commenti, è per il borgo dei tre colli, ormai nuovo fortino blu intenso, con il partito di Giorgia Meloni sopra il 32%. «Per Ravenna e Brisighella è un fatto epocale avere in Senato un rappresentante di Fratelli d’Italia nella maggioranza – afferma Farolfi –. Questo risultato è una grandissima soddisfazione e un attestato di stima personale per il quale mi sono commossa. I brisighellesi mi hanno sempre sostenuta fin dal 2001, quando sono stata eletta nel consiglio provinciale».

Sotto la rocca, Farolfi resterà la numero due del sindaco Massimiliano Pederzoli, come già aveva promesso annunciando la propria candidatura, ma mentre fa le valigie per Roma non può dimenticare i territori che formalmente le hanno garantito il seggio in Senato: «Sapevo che quello di Forlì-Cesena e Rimini era un collegio contendibile – osserva la senatrice neoeletta – e l’esito mi ha sorpresa solo in parte. Quando ho fatto visita in queste province durante la campagna elettorale ho detto che sarei stata presente, anche perché la mia avversaria (Simona Viola, ndr) era di Milano. Questo è l’impegno che ho preso e che porterò avanti, nell’interesse della nostra terra, la Romagna».

Quella della neosenatrice è una storia politica ambientata in gran parte tra le file dell’opposizione, sia in Provincia a Ravenna, come lei stessa ha ricordato, che nel consiglio comunale di Brisighella, dove ha guidato per anni la minoranza prima delle vittoria del centrodestra alle amministrative del 2019. Ora, però, si prepara a un’esperienza per lei inedita nella maggioranza parlamentare, a sancire anche la scomparsa delle cosiddette roccaforti rosse. Un cambio di colore che per Farolfi ha ragioni precise: «Sì, il lavoro fatto ha influito in questo risultato – afferma – ma anche la coerenza che ci ha sempre guidato senza farci mai prendere scorciatoie. Questo ha pagato».

Probabile che la netta affermazione di Fratelli d’Italia causi qualche fibrillazione anche nella stessa coalizione di centrodestra, con una Lega in caduta libera e una Forza Italia che si limita a galleggiare: quali saranno, alla luce del risultato, le conseguenze sui rapporti tra i partiti della futura maggioranza? È questa la domanda dalla quale Farolfi si smarca con la disinvoltura propria di chi già si avvicina a croci e delizie dell’arte di governare: «Grazie al risultato straordinario di Fratelli d’Italia – risponde senza sbottonarsi – si potrà indicare Giorgia Meloni come Presidente del Consiglio. Per come si sono messe le cose ha tutte le carte in regola per governare».

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