Forlì. Marito violento ai domiciliari, servizio di vigilanza per la donna

È stata fissata al 24 gennaio l’udienza per decidere sulla richiesta di patteggiamento a 4 anni e 10 mesi per tutti i reati contestati, vale a dire duplice tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia in presenza dei figli minorenni, violenza sessuale e stalking, proposta dal 40enne straniero che il 20 agosto scorso aveva accoltellato la moglie e il cognato in strada, durante un incontro per vedere i figli della coppia.

La donna, intanto, vive in uno stato di paura il fatto che il marito sia uscito di prigione e si trovi ai domiciliari da un familiare a Lucca e ha chiesto e ottenuto un servizio di vigilanza da parte della Polizia, che però rappresenta un servizio saltuario, non continuativo. «In considerazione del fatto che il pubblico ministero ha patteggiato in fase di indagini preliminari non abbiamo il diritto di costituirci parte civile – spiega l’avvocato della donna, Filippo Poggi –. Tuttavia la persona offesa conserva tutti i diritti di rivolgere memorie scritte al giudice ed indicare elementi di prova per criticare la non congruità della pena patteggiata che in questo caso appare di particolare evidenza. Oltre a questo è possibile criticare i criteri anche strettamente legali con cui si è raggiunto l’accordo ad una pena che appare illegale anche perché per il reato di violenza sessuale il patteggiamento non è ammesso se non nei casi lievi che certamente non ricorrono visto che lo stupro in danno della moglie è punito con una pena da 8 a 15 anni di reclusione. La persona offesa è molto impaurita da quando l’imputato è stato posto agli arresti domiciliari, è stato chiesto al Questore un servizio di vigilanza che è stato concesso ma per sua natura prevede controlli saltuari. Siamo certi che le nostre ragioni saranno molto attentamente valutate dal giudice».

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