Forlì in lutto per la scomparsa dell’ex presidente della Regione Bartolini

FORLI’. Forlì piange Ottorino Bartolini, segretario provinciale del Psi, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Forlì, componente dell’Anpi, primo presidente provinciale dell’Associazione Italiana Cultura e Sport, segretario regionale del Movimento Federalista Europeo, presidente dell’associazione culturale “Memoria e ricerca” e presidente del Consiglio Regionale dell’Emilia-Romagna nella terza Legislatura.

“Ma Ottorino – lo ricorda Alessandro Guidi – è stato anche, oltre a tutto questo, un attento ricercatore della Storia locale, con oltre 20 pubblicazioni, incentrate sulla cultura politica, su personaggi e su vicende che hanno segnato la nostra realtà. Ho conosciuto Ottorino Bartolini alla fine degli anni ’60, quando era Segretario della Federazione forlivese del Psi. Fu lui, assieme all’allora Presidente della Provincia di Forlì, Luciano Galeotti, che mi chiamò per collaborare alla redazione de “Il Risveglio”, il mensile del partito e anche a seguire il settore degli Enti locali come Funzionario del Psi. Ricordo il nostro primo colloquio, quando mi chiese quale fosse il mio stipendio, per offrirmi, subito dopo, una cifra inferiore. Avrei accettato anche per meno, pur di avviare quel nuovo impegno che avrebbe segnato la mia vita.Con lui alla Segreteria non c’era un momento di sosta: la sua teoria delle “bandierine”, da porre in ogni singola realtà provinciale, a testimonianza della presenza dei Socialisti, e il “più uno”, da perseguire sempre, sia nei risultati elettorali che nel numero degli iscritti, non lasciava scampo: correre, correre, correre. Ed era bello farlo, celebrando ogni positivo risultato con manifestazioni pubbliche a gratificazione di tutti i compagni e a testimonianza della presenza dei Socialisti nel nostro territorio. Di lui, della sua straordinaria presenza nella vita politica, culturale e istituzionale forlivese e regionale, dovranno ora occuparsi i giovani studenti e i ricercatori, amanti della Storia locale, per far sì che il patrimonio di libertà, di impegno, di dedizione al bene comune, da lui profuso in tutta la sua vita, non sia disperso e trovi, invece, la sua giusta collocazione tra coloro che ci hanno preceduto e a cui, tutti, noi, dobbiamo profonda riconoscenza. Personalmente, con la sua perdita, io ho perso un compagno, un amico, un fratello maggiore, una guida, un Maestro di vita e d’azione politica”.

“Storico, scrittore, politico, strenuo difensore dei valori della promozione sportiva e culturale specie tra i giovani, Ottorino Bartolini fu il fondatore di Aics sul territorio e tra gli amici migliori che l’Associazione abbia mai avuto in questa regione. Lascia un gran vuoto”. Così Catia Gambadori, presidente di Aics Forlì-Cesena, e Bruno Molea, presidente nazionale dell’Associazione italiana cultura sport, lo ricordano. “Ottorino è stato non solo il fondatore di Aics a Forlì quasi 50 anni fa, ma un dirigente attivo, propositivo e un amico fidato dell’Associazione fino all’ultimo – afferma Catia Gambadori, presidente di Aics Forlì-Cesena -. Ancora oggi sedeva nel consiglio direttivo ed era il dirigente del settore Cultura del nostro comitato: sia a livello provinciale che regionale e poi nazionale, è stato il promotore di tante iniziative di promozione della cultura sportiva e non solo. Era uno strenuo difensore dei valori socialisti, della storia che ha portato alla nascita della Repubblica, della formazione dei giovanissimi. Scrittore, storico e politico, figura di alto rilievo sempre presente nelle battaglie sociali e culturali del territorio, lascia per noi e per la sua città un vuoto immenso. Tutto il direttivo si unisce al dolore della famiglia”.

“Ottorino ha fondato Aics a Forlì nel ’71 e io lo conobbi poco dopo il mio arrivo in città a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta quando divenne presidente del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna – lo ricorda Bruno Molea, presidente nazionale di Aics -. In questi anni non era cambiato: gentile, affabile, forte, impegnato. Fino a poco tempo fa le sue telefonate erano frequenti e tanti progetti culturali nazionali di Aics sono nati proprio sotto il suo impulso, specie quelli rivolti ai giovani e alla riscoperta della storia del nostro territorio. Credeva che dallo sport per tutti passassero educazione, crescita morale dei giovani, rispetto delle regole e, in questo, era uno dei più abili ambasciatori di Aics sul territorio. L’ho visto l’ultima volta poche settimane fa, quando era già molto stanco, nel corso di un convegno dedicato al valore sociale del Mamanet: ne uscì divertito, incuriosito, e con una lista così di consigli e proposte per il futuro. Insieme a lui e alla presidente Gambadori stavamo già pensando al cinquantennale dell’Associazione sul territorio: era molto orgoglioso di poterne far parte da protagonista. Ci mancherà, nell’Associazione lascia un gran vuoto”.

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