FORLI’. «Il dibattito che si è aperto in città sul tema del nuovo polo commerciale di via Bertini ci pone di fronte a uno scenario inedito: se la variante sarà approvata, di fatto verrà annullato e cancellato il piano del commercio esistente». Dopo settimane di confronto a tratti infuocato e alla vigilia della manifestazione di oggi in piazza organizzata da alcuni quartieri anche Legacoop entra nella partita sul futuro insediamento commerciale che dovrebbe condurre in porto la società Omnia: 2.500 metri quadrati di superficie per vendita alimentare, per i quali sarebbe pronta al debutto in città Esselunga, e altri negozi da 700 metri quadrati l’uno.
«Non sfugge a nessun imprenditore della città che il problema è di metodo. Quando l’Amministrazione comunale precedente progettò il piano commerciale, attuò un percorso condiviso con tutti gli operatori del commercio, grandi e piccoli – spiega l’associazione -. Servirono tre anni, decine di riunioni e una valutazione complessiva di sostenibilità ambientale che coinvolse professionisti esterni del settore per arrivare a un punto di equilibrio condiviso. Questo metodo partecipativo basato sul confronto è tipico di ogni città, della Romagna e non solo. Perché a Forlì, invece, si è scelto di rompere una consuetudine al dialogo che è nel Dna delle nostre comunità?».


Senza dimenticare che «chi ha costruito aree commerciali tenendo fede a quel piano, non solo cooperative, si troverebbe danneggiato da un provvedimento estraneo alla programmazione, nel pieno stravolgimento delle regole della sana concorrenza e senza alcun aggravio di oneri». Per Legacoop Romagna il nuovo polo «non è una decisione obbligata rispetto a quanto deliberato dalla giunta precedente», mentre «con modalità dubbie si cerca di raddoppiare la dimensione», dimenticando conseguenze e confronto. «Legittima scelta di campo, se non fosse che per fare ciò l’amministrazione Zattini dimentica le ripercussioni sul tessuto commerciale e imprenditoriale del quartiere e del centro storico, ancora più allarmanti a causa della crisi causata dal coronavirus. Avevamo apprezzato, finora, l’atteggiamento dialogante di questa amministrazione – conclude la centrale cooperativa -, volto a contemperare le diverse voci della città. A quanto pare, i proclami della campagna elettorale di volere difendere il centro storico sono solo un lontano ricordo».
Oggi in piazza ci saranno anche Pd e M5s. Il segretario territoriale dem Daniele Valbonesi scrive sui social: «Ci saremo per manifestare contro una scelta sbagliata che penalizza tante attività e posti di lavoro». Dal canto loro i consiglieri comunali pentastellati, Daniele Vergini e Simone Benini, ribadiscono la loro contrarietà «a un proliferare di centri commerciali e supermercati di grandi dimensioni». Durante il mandato Drei, ricordano, «fummo gli unici a metterci di traverso al piano voluto dalla maggioranza di centrosinistra». La diatriba «politica» tra «necessità di avere centri commerciali Esselunga “di destra” per contrastare la diffusione dei centri commerciali Coop o Conad “di sinistra”», non appassiona il Movimento 5 Stelle percheé, concludono Vergini e Benini, «distrae dal vero problema, l’ennesimo insostenibile fiume di asfalto e cemento».

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