Forlì, l’avvocato di Isoldi: denuncio magistrati e banche

Forlì, l'avvocato di Isoldi: denuncio magistrati e banche

La denuncia nei confronti dei soggetti «che hanno concorso a causare il fallimento della Isoldi Holding» e una istanza di revisione del processo che ha visto condannare Pierino Isoldi per calunnia. Ecco gli atti giudiziari che il noto avvocato Carlo Taormina, legale dell’ex immobiliarista che sta scontando una condanna per procurato aborto e la cui società fu dichiarata fallita nel 2015, ha presentato ieri mattina durante la conferenza stampa ad Ancona. Al suo fianco il commercialista milanese, consulente tecnico di parte, Maurizio Dorigo.

Pierino Isoldi


Denunce a raffica
Quella del legale di Isoldi è una vera e propria battaglia nei confronti di coloro che, dice, hanno commesso «una aggressione giudiziaria» nei confronti del suo assistito. Per questo, ricorda, «nel dicembre 2018 è stata presentata alla Procura dell’Aquila denunzia nei confronti degli uffici giudiziari di Forlì per le iniziative assunte con riferimento alla presunta estorsione attribuita alla dottoressa Stefania Chiaruttini trasformatasi in una calunnia contestata in danno di Isoldi» e contro la cui sentenza di patteggiamento ieri mattina è stata presentata istanza di revisione. Inoltre il legale chiama in causa «la curatela e gli uffici giudiziari di Forlì» per quelle che definisce «le illiceità consumate nella procedura concorsuale, relativamente alla dissipazione di un patrimonio immobiliare valutato circa 500 milioni e venduto alle aste per non più di 80». Un’altra denuncia, prosegue Taormina, è stata presentata sempre «alla Procura dell’Aquila lunedì scorso, contro gli uffici giudiziari di Forlì, alcuni imprenditori e contro alcuni istituti bancari» . In questo caso l’avvocato prefigura «il concorso nella bancarotta fraudolenta consumata con operazioni di speculazione sui patrimoni del Gruppo Isoldi contrabbandata come utili al ritorno in bonis della società e con la omissione di atti d’ufficio». Al Consiglio Superiore della Magistratura e al Procuratore generale della Repubblica, il legale chiede, rispettivamente, di «accertare l’esistenza di incompatibilità ambientale dei magistrati coinvolti ed esercitare l’azione disciplinare nei loro confronti». Al Ministro di Grazia e Giustizia, infine, invoca «una immediata ispezione presso il Tribunale fallimentare di Forlì».

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