Forlì. Lavoro precario, contratti più che raddoppiati

Un nuovo servizio di consulenza e sostegno per tutti i giovani, e meno giovani, che nel mare in tempesta di un lavoro sempre più precarizzato, hanno bisogno di una bussola per non naufragare dopo essere stati sballottati tra un’onda e l’altra delle miriadi di tipologie contrattuali ormai usate ed abusate in ogni ambito occupazionale. Ieri alla Camera del lavoro di Forlì è stato inaugurato lo “Sportello tirocini”, aperto tutti i sabati per fornire informazioni e aiuto ai tantissimi che, anche nel Forlivese, entrano nel mondo del lavoro o passano da un impiego all’altro, venendo inseriti come tirocinanti. Una delle tante tipologie, assieme all’apprendistato, al lavoro somministrato, parasubordinato e a Partita Iva, sulle quali da tempo la Cgil ha acceso i riflettori per rintracciare situazioni di uso quanto meno improprio di questi contratti.

Sempre ieri, in piazzetta delle operaie, di questo si è discusso nell’incontro “Lavoro gratuito, lavoro sfruttato: come uscirne” organizzato dall’associazione culturale “Forlì Città Aperta” e che ha visto partecipare l’ex magistrato Carlo Sorgi, il segretario della Nidil-Cgil Alexander Fiorentini e la segretaria della Camera del lavoro, Maria Giorgini.«Ormai nel nostro territorio il 98% delle assunzioni è con contratto a termine – afferma quest’ultima -. Servono tutele, stabilizzazione per una fetta enorme di lavoratori che non hanno garanzie di introito e previdenziali. Per questo chiediamo con forza l’introduzione della pensione di garanzia per i giovani». E sono proprio i neodiplomati, ma anche i migranti, coloro che al momento hanno sempre più spesso il tirocinio come biglietto d’ingresso o di permanenza nel mondo del lavoro. «Un metodo utilizzato spesso in modo improprio, non con finalità curricolari o sociali – lamenta Fiorentini, segretario della categoria che rappresenta i lavoratori atipici e i disoccupati -. I tirocini dovrebbero essere piani formativi, ma la realtà è un’altra anche in provincia. Per i migranti si abusa di questo strumento, specialmente nella cooperazione e nel settore del legno artigianale, mentre per i giovani sono soprattutto il terziario e il commercio a ricorrervi».

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