Forlì, lascia l’eredità al maggiordomo. Le nipoti denunciano l’uomo

Forlì, lascia l'eredità al maggiordomo. Le nipoti denunciano l'uomo

È morta nel 2018, a 95 anni, e ha lasciato la sua ingente eredità al maggiordomo. Un’amara sorpresa per le tre nipoti della facoltosa donna forlivese, che hanno sporto denuncia pensando che la zia sia stata raggirata e convinta a modificare il suo testamento a favore del dipendente 59enne.
Troppi dubbi
Circonvenzione di incapace è l’ipotesi di accusa con la quale il sostituto procuratore Francesca Rago si è presentata davanti al gip Giorgio Di Giorgio. La prossima udienza è fissata per settembre. Nel mirino è finito il maggiordomo che, insieme alla moglie, si è occupato negli ultimi 15 anni di tutte le necessità dell’anziana.
Ricchezza “pericolosa”
Vedova, senza figli, la ricca forlivese si è trovata a gestire un patrimonio molto grande. Milioni di euro tra investimenti e conti correnti, un bellissimo palazzo in centro storico a Forlì. Col passare degli anni le sue condizioni non le hanno permesso di proseguire tutte le attività giornaliere e quindi la anziana si è affidata con crescente intensità al maggiordomo e alla moglie, che spesso le svolgevano alcune incombenze e la accompagnavano nei suoi appuntamenti, anche con i medici. Non che i familiari l’avessero abbandonata, ma la vicinanza del collaboratore lo ha reso più partecipe. Dopo la sua morte la grande sorpresa per le nipoti è stata quando il notaio ha accertato che il testamento era stato modificato nel 2017 e l’unico erede designato era stato indicato il maggiordomo, che all’improvviso si è trovato “in tasca” un piccolo tesoro. La decisione della zia, però, non è stata condivisa dalla famiglia che non ha accettato di perdere milioni e la proprietà del lussuoso palazzo. La scelta della facoltosa ultra 90enne, secondo le nipoti, sarebbe stata frutto dell’opera di convincimento del maggiordomo che si sarebbe approfittato delle sue ridotte capacità cognitive. Tesi respinta dall’uomo, tutelato dall’avvocato Giovanni Principato, che davanti al giudice del Tribunale di Forlì ha presentato documentazione medica che accerterebbe l’immutata lucidità della persona ora deceduta. Una battaglia legale solo agli inizi.

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