Forlì, lamentava lavori non pagati, ma era lo stalker dei committenti

FORLI’. Il piccolo imprenditore edile che nel gennaio del 2018 minacciò il suicidio per alcune somme che asseriva non gli fossero state pagate dai committenti i lavori da effettuare in una palazzina di Forlimpopoli, in realtà – ha sentenziato il giudice – si è reso colpevole di “atti persecutori” nei confronti proprio di chi gli commissionò quelle opere. Da vittima a carnefice; l’uomo, 35 anni, residente a Faenza, è stato condannato a un anno e otto mesi.

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