Forlì, la maturità fa arrabbiare gli studenti: “Ma lo sanno che siamo reduci da dad e lockdown?”

La terza maturità in epoca di pandemia prova a tornare “normale”. Sono previsti due scritti in presenza, il temuto tema d’italiano, una seconda prova d’indirizzo, e un orale non più extralarge in cui si partirà da dove vuole la commissione. Non ci sarà, quindi, un elaborato come negli ultimi due anni. Gli studenti sono scioccati e temono di non farcela. Anche perché questa generazione ha vissuto in lockdown, o in quarantena, o nel timore di un contagio in classe, la terza superiore, la quarta e ora questa quinta. «Una notizia vissuta negativamente dagli alunni – confessa la forlivese Giulia Troiano, rappresentante regionale della Rete studenti Emilia Romagna –. Con questa decisione non si è tenuto conto degli ultimi due anni, gli studenti che affronteranno la maturità sono coloro che hanno vissuto il lockdown con le lezioni bloccate, i problemi riguardanti la didattica a distanza. Sembra quasi che si siano dimenticati tutto ciò e fanno finta che in questi due anni nulla è accaduto. È impensabile dover affrontare un esame con queste modalità e i timori tra i ragazzi sono concreti». Si partirà mercoledì 22 giugno alle 8.30, con la prova d’Italiano identica per tutti. Il tema, un classico che archivia le ultime due stagioni. Ci saranno 7 tracce articolate in tre tipi di richiesta: analisi e interpretazione di un testo letterario, analisi e produzione di un testo argomentativo, riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. Il giorno dopo si proseguirà con la seconda prova scritta, diversa per ogni indirizzo scolastico e si immagina, come ai vecchi tempi, una versione di greco o latino al classico, matematica o fisica allo scientifico. Ovviamente le materie saranno comunicate alla fine del percorso dell’ordinanza (firmata solamente martedì dal ministro all’istruzione, Patrizio Bianchi). Si può ipotizzare, quindi, di avere informazioni più precise solo tra un mese. «Siamo in attesa di risposte che potrebbero arrivare già entro febbraio oppure a marzo – prosegue Troiano –. Non so come sia pensabile poter organizzare il lavoro di studenti e di insegnanti che si fanno in quattro per preparare i propri alunni. Da un solo orale, tenendo conto della situazione che stanno vivendo molte classi a seguito del protrarsi della pandemia, siamo tornati ad un format pre Covid come se nulla fosse mai accaduto». Il 27 giugno, invece, possono iniziare i colloqui orali che si apriranno con l’analisi di un materiale scelto dalla commissione: il testo sarà sottoposto al candidato. Nel corso dell’orale lo studente dovrà mostrare di aver digerito tutte le materie e di aver fatto propri elementi di educazione civica e dell’alternanza scuola lavoro. Per l’orale, inoltre, è prevista la possibilità della videoconferenza per i candidati impossibilitati a lasciare il loro domicilio. «Tra gli studenti c’è preoccupazione – conclude Troiano –. In generale, però, andrebbe rivisto l’esame di maturità che dovrebbe basarsi su un percorso di apprendimento e non sulla performance di un solo giorno dal quale dipende, in larga parte, il voto finale».

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