Forlì, la mamma di Sara Pedri in una lettera: “Voglio la verità”

«Mia figlia non era fragile, ora voglio la verità». Sono le parole della mamma di Sara Pedri, la ginecologa 31enne scomparsa dal 4 marzo a Trento dopo essersi dimessa dall’ospedale dove lavorava e dove, secondo i suoi racconti ad amici e familiari, era sottoposta a continue vessazioni. Parole che la donna, Mirella Sintoni, ha inviato al settimanale “Giallo” e pubblicata ieri. «Non posso più tacere, vedere un’immagine distorta e non veritiera di mia figlia. Mi riferisco in particolare alla definizione di donna fragile, usata con superficialità senza conoscere la persona in questione e neppure i fatti e le tante testimonianze rilasciate da chi la conosce bene».


La descrizione


Parole cariche di dolore, ma anche di amore. «Fin da piccola è apparsa vivace, attiva, autonoma, ostinata, ambiziosa e tesa a diventare sempre più indipendente». Descrizione che rende ancora più carico di dubbi quello che possa essere successo sul luogo di lavoro, nel reparto di Ginecologia dell’ospedale di Trento, dove si era trasferita e dove sarebbe iniziato il suo “incubo”.
«Mi chiedo – prosegue nella lettera – è fragile una persona che attraversa quasi tutta la Penisola per studiare, laurearsi, specializzarsi, partecipare a concorsi, vincerli e accettare come esaltante conquista il posto di lavoro? Quanti sensi di colpa per non averla trattenuta a casa in quella ultima settimana di malattia, ma non avevamo capito tutto e confidavamo nella sua grinta e non certo nella sua fragilità. Sara è un’eroina, con una grande abnegazione e coraggio fuori dal comune. Si è spenta la luce nel suo sorriso e nel suo animo, ma io sono sicura che oggi gode della luce di un mondo migliore».


La verità


La consapevolezza che l’ipotesi più accreditata resti quella del suicidio, di un gesto estremo, rafforza la volontà di inseguire la verità. «Non potrò mai accettare che i suoi sogni siano stati infranti nell’ambiente di lavoro che tanto amava e questo perché c’è ancora chi calpesta la personalità del prossimo. Vi prego, non dimenticatevi di Sara e pregate per lei. Pregate perché il suo sacrificio non sia vano e possa allontanare per sempre dalla mente umana e dalle coscienze la mancanza di rispetto, anche per gli esseri più deboli e fragili della terra e perché nessun altro debba sopportare le sofferenze vissute da Sara».
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