Forlì, la Fabbrica delle Candele rilancia

La Fabbrica delle Candele gioca la carte del rilancio, in termini sia d’immagine che di proposta, per diventare davvero ciò per cui era stata voluta e realizzata salvo poi restare per anni nel bozzolo e non radicarsi mai nell’immaginario e nelle abitudini dei forlivesi. Soprattutto dei giovani, per i quali doveva rappresentare un riferimento, un collettore di stimoli e una “fabbrica” di idee. Questo è ancora l’obiettivo primario, anche dell’amministrazione comunale di centrodestra e dell’assessora alle Politiche giovanili Paola Casara che, assieme al dirigente del Servizio Cultura, Stefano Benetti, ha illustrato la strategia per dare allo spazio di viale Salinatore «una precisa identità, una riconoscibilità e una vitalità tale da farne il cuore pulsante della creatività giovanile». Tutto questo attraverso una rimodulazione degli spazi, interni ed esterni, una ridefinizione delle loro funzioni, una spinta sul coinvolgimento delle scuole «che potranno vivere la Fabbrica delle Candele ed organizzarvi eventi e manifestazioni» e tre cardini progettuali portanti. Il primo è un nuovo logo, una “F” rossa stilizzata che riprende la forma che dall’alto ha la struttura rimandando alle iniziali di fabbrica e di Forlì; il secondo è la riqualificazione degli stabili e il riallestimento della piazzetta interna con illuminazione, un palcoscenico e nuovi posti a sedere che saranno allestiti sin da giugno; il terzo è la nomina di un direttore artistico che in sinergia con l’Unità politiche giovanili del Comune (guidata da Patrizia Pantoli) dovrà trovare chi saprà riempire spazi e laboratori di contenuti innovativi. Una figura e una responsabilità incarnate, dopo una procedura di evidenza pubblica, da Marco Viroli, sin dagli anni ’70 impegnato a 360 gradi al fianco della cultura forlivese.

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