FORLI’. Preoccupati (62,5%), a volte addirittura angosciati (15%). Questo lo stato d’animo dei circa 500 imprenditori della provincia di Forlì-Cesena che hanno risposto ad un questionario somministrato da CNA agli associati per verificare non solo lo stato d’animo, ma anche gli effetti di questa crisi sul tessuto imprenditoriale. Stato d’animo tendenzialmente negativo, anche se il 14% si dichiara fiducioso/ottimista riguardo al futuro. Di queste aziende, il 60% ha sospeso completamente l’attività per colpa del lockdown, il 32% l’ha proseguita (eventualmente con comunicazione alla prefettura), l’8% ha operato solamente con le consegne a domicilio. Del resto, la gravità della situazione è dimostrata dal ricorso alla cassa integrazione: l’80,7% degli intervistati ha dichiarato di aver fatto ricorso, o di farlo in futuro, agli ammortizzatori sociali. A questo proposito, va rilevato che il 22% delle imprese ha anticipato l’assegno ai propri dipendenti, mentre nel 4% dei casi l’anticipo è arrivato dalle banche. L’85% degli intervistati ha chiesto il bonus dei 600 euro. Le nuove disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro avranno l’effetto di creare rallentamenti e riduzione dell’attività per il 53% degli intervistati, mentre il 30% evidenzia i maggiori costi di gestione e gli investimenti necessari; per il 17%, infine, non si segnala nessun impatto rilevante.

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