Forlì, la ciclista Monica Bandini morta mentre potava le viti

FORLÌ. Un malore improvviso mentre potava le viti nell’azienda agricola di famiglia, a Villagrappa di Forlì. Monica Bandini, 56 anni, è morta così, ieri pomeriggio alle 15. Era con uno zio. Inutili i soccorsi. Si è accasciata e la sua corsa è finita così. Tra i 15 ettari dell’azienda di famiglia dove lavorava. Alternando quella fatica con quella della bicicletta. Una passione mai abbandonata. Solo parzialmente interrotta negli Anni Novanta quando i medici le diagnosticarono un’extrasistole. Fu lei stessa a raccontarlo, rammaricandosi di non aver potuto prendere parte alle Olimpiadi. Un problema che superò e dopo il quale tornò a vincere in sella. Il mondo del ciclismo, non solo forlivese, piange una grande atleta. Tante quelle ottenute in una carriera con pochi eguali. Monica Bandini è stata una delle grandi protagoniste dell’epoca d’oro del ciclismo femminile negli anni ’80, locomotiva di un treno che conquistò 3 medaglie consecutive nella cronometro a squadre ai mondiali dal 1987 al 1989. Bronzo a Villach nel 1987 (Bonanomi, Chiappa e Galli), argento a Chambery nel 1989 con Bonanomi, Canins e Galli e soprattutto oro e maglia iridata a Renaix in Belgio nel 1988 con lo stesso terzetto. Era nata a Faenza il 16 novembre del 1964. Dopo aver abbandonato la carriera professionista nel 1999, era diventata la regina assoluta e incontrastata delle granfondo: vincendo la “Gimondi”, la Maratona delle Dolomiti e quattro volte la Nove Colli.

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