Forlì, la Casa della Salute sarà alla ex Orsi Mangelli

Sarà il polo attorno al quale graviterà e dentro il quale si strutturerà tutta l’offerta della medicina di prossimità sul territorio forlivese. È la tanto attesa Casa della salute (o della comunità) che l’Ausl realizzerà sugli oltre 5.800 metri quadrati di terreno dell’ex Orsi-Mangelli in affaccio all’omonima piazza.

Ieri la direzione aziendale ha definito anche la data entro la quale i lavori dovranno essere completati: 2026, non oltre «perché altrimenti saltano i finanziamenti che arriveranno dal Pnrr». Quelli che dovranno coprire 9,4 milioni di euro d’investimento, incrementabili sino a 13,5 nell’augurabile caso dovessero prospettarsi nuove opportunità di sovvenzionare l’opera ed estenderne i servizi. Se l’iter dei lavori non si preannuncia breve, sulla procedura che porterà all’avvio del cantiere il semaforo verde si accenderà comunque presto.

«La gara d’appalto sarà promossa attraverso la Regione e sarà una delle primissime ad essere bandita: sicuramente entro la fine dell’anno in corso» ammette Enrico Sabatini dell’Unità progettazione dell’Ausl Romagna.

Punto di riferimento

Il quadro di un servizio a lungo invocato, inizia quindi a farsi più chiaro. «La progettazione per farne l’hub della medicina territoriale è in fase avanzata – dichiara il direttore del distretto socio-sanitario Stefano Boni –. Non sarà un’alternativa che andrà a sostituire le altre case della salute esistenti o i 5 nuclei di cure primarie del territorio, bensì un punto di riferimento per servizi multidisciplinari di prossimità che interagirà con questi ultimi e che è pensato per la presa in carico di bisogni che vanno dall’età infantile alle persone più anziani e fragili. Pensiamo soprattutto alle situazioni di cronicità. Non sarà neppure un doppione di altre prestazioni erogate in ospedale, perché si daranno risposte differenziate di primo livello».

Alla Casa della Comunità troveranno spazio uffici direzionali, sale riunioni, ambulatori pediatrici, la pediatria di comunità e il consultorio familiare, ma anche il Cup, locali per assistenza specialistica, centro prelievi, uno sportello sociale, una farmacia e un grandissimo spazio per ambulatori infermieristici e destinati ai medici di medicina generale. Sempre grazie al Pnrr, sono previsti altri interventi: 800mila euro per una nuova centrale di telemedicina a Forlì, 1,6 milioni per la nuova Casa della salute di Castrocaro e 200mila euro per interventi su quella di Forlimpopoli. Poi, 400mila euro per miglioramenti all’ospedale di comunità di Modigliana e 500mila per la nuova centrale operativa territoriale di Santa Sofia.

«Riqualificarela palazzinadel Sert a Forlì»

Michele Bertaccini, segretario del sindacato Uilfpl Forlì, chiede di intervenire sulla sede del Sert di Forlì. «Uno stabile in cui operano professionisti di vario tipo e dove si svolgono attività di cura ed assistenza di grande importanza e complessità. Una realtà in cui operano professionisti di vari settori e competenze. È innegabile che cura ed assistenza svolti in spazi adeguati risultino certamente più efficaci. Lo stabile di via Orto Del Fuoco non può più aspettare né rimandare un serio progetto di riqualificazione, per questo motivo abbiamo chiesto incontro specifico con i responsabili di Ausl e Distretto. Chiediamo attenzione per queste attività».

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