Forlì. La Casa della pace rinasce, accoglierà venti ucraini

E’ un’emergenza umanitaria inevitabilmente destinata a protrarsi per moltissimi mesi, con modalità diverse di gestione a seconda delle differenti fasi in cui si svilupperà: ora, con un’ondata di esuli dall’Ucraina che prevedibilmente crescerà rapidamente e significativamente, Forlì sta organizzandosi per la primissima necessità, l’accoglienza.

Istituzioni, privati e associazionismo si stanno mobilitando per trovare soluzioni in tempi celeri e velocissimi sono i lavori che decine di volontari dell’associazione e della cooperativa “Paolo Babini”, della parrocchia di San Paolo cui ora si aggiungeranno quelli di San Giuseppe Artigiano, stanno effettuando in via Cerchia, dove al civico 46 è “rinata” la Casa per la pace. Un nuovo nome per una villetta a due piani che sul cancello aveva affisso sino a metà febbraio il cartello “Vendesi” e che, invece, ha riaperto le proprie porte per accogliere da venerdì il primo nucleo familiare di rifugiati: padre, madre e tre figli dai 5 agli 11 anni. I primi di tanti altri nuovi ospiti. Una ventina, soprattutto madri e nonne con bambini al seguito, quelli potenzialmente accoglibili nei 4 appartamenti che tanti forlivesi muniti di vernice, calce e un cuore enorme, stanno ripristinando.

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