Forlì, l’ospedale torna a respirare

Respiro, ritorno progressivo a un’organizzazione di “ordinaria allerta”, riassorbimento della logistica e delle funzionalità dei reparti nella loro configurazione e operatività abituale: l’ospedale “Morgagni-Pierantoni” sta giorno dopo giorno uscendo da un’emergenza che ha vissuto quasi ininterrottamente da ottobre. Un imponente ed estenuante sforzo gestionale e di contrasto alla malattia, che ha messo a dura prova il plesso di Vecchiazzano e chi vi lavora. Sforzo, però, adesso orientato al ripristino delle condizioni pre-allarme. Sono trascorsi 19 giorni dalle riaperture del 26 aprile e dati epidemiologici e indici di ospedalizzazione continuano ad essere in calo. Il direttore del “Morgagni-Pierantoni”, Paolo Masperi, può iniziare a tirare il fiato. «Sì, ma cautamente – precisa subito – però è vero che la curva del contagio continua a flettere e di pari passo anche quella dei ricoveri: una tendenza che si sta consolidando e che ha portato ad allentare notevolmente la pressione sulle nostre strutture». Al momento a Forlì i ricoverati per Covid sono 30. Lontanissimi dalla situazione che ancora a marzo si viveva. «Per questo abbiamo gradualmente iniziato a riportare alcuni reparti alla loro normale attività – spiega Masperi –. Siamo partiti dalla Terapia intensiva che ora ha 4 posti letto per i pazienti infettati e 6 per la degenza post-chirurgica e polispecialistica, poi abbiamo chiuso il sesto piano interamente adibito alla degenza di persone affette dalla malattia per riportarvi dapprima Traumatologia e, dall’inizio della prossima settimana, anche tutta l’Ortopedia. Non solo, da venerdì scorso anche metà del reparto di Pneumologia (16 posti letto su 32, ndr) è tornata ad ospitare pazienti non positivi al virus e lo stesso è avvenuto con 32 posti sui 64 complessivi di Medicina».

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