Forlì, l’allarme di Ascom: “Costi aumentati dell’80%”

Alberto Zattini lancia l’allarme rosso. «Tutto il mondo della produzione, tutti i pubblici esercizi – dice il direttore di Confcommercio Forlì – stanno riscontrando aumenti altissimi dei costi fissi. Oltre agli incrementi delle materie prime, anche gas ed elettricità stanno schizzando alle stelle. Secondo i nostri calcoli sono cresciuti addirittura dell’80% rispetto all’anno scorso». A prova di quanto lamentato, Confcommercio indica la bolletta di un esercente forlivese (di cui preferisce non svelare l’identità), che a ottobre 2021 presenta un importo pari a 5.341 euro. Nello stesso mese del 2020 il totale era invece 2.974 euro. «In questo caso specifico si parla di un esercizio di vendita di generi alimentari – spiega il direttore di Ascom – ma lo stesso vale per i ristoratori, per i macellai, per i bar. Come si pensa sia possibile fare fronte ad aumenti del genere?».

Incrementi di questa portata alla voce dei costi finiscono infatti inevitabilmente per fare gonfiare i prezzi di vendita al dettaglio, alimentando il fenomeno dell’inflazione. «Peccato gli stipendi invece non si alzino», puntualizza Zattini, che guarda preoccupato alla perdita del potere d’acquisto e alle ricadute negative a cascata su tutto il sistema economico.

«C’è da considerare anche un altro aspetto – aggiunge – che l’aumento del costo dell’energia, così come del pane e del carburante, oltre alle imprese colpisce anche le famiglie». La soluzione secondo Zattini è solo una, peraltro quella più volte apparsa sul tavolo delle trattative con il governo: ridurre il cuneo fiscale a carico delle imprese. «Abbassando la tassazione sul lavoro – spiega – le aziende alleggeriscono i costi e i dipendenti hanno uno stipendio netto più alto in busta paga. Confcommercio si batte da tempo su questo tema, ma al momento la manovra del governo non contiene nulla di tutto ciò».

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