Forlì. Incidenti sul lavoro, i sindacati chiedono risposte

I sindacati tornano a spingere il tasto dolente degli infortuni sul lavoro, alla luce dei due gravi episodi avvenuti giovedì a Forlì e venerdì a Forlimpopoli. Nel primo caso un operaio che lavorava su un ponteggio in un cantiere edile in centro storico è caduto dall’altro sbattendo violentemente la testa ed è ricoverato al Bufalini in prognosi riservata. Nel secondo un furgone partito improvvisamente, per cause in corso di accertamento, è piombato su un capannone ferendo quattro lavoratori di un’azienda, di cui due in maniera grave».

«Nel Forlivese si sono verificati due gravi incidenti sul lavoro che hanno coinvolto dei dipendenti, nello svolgimento della propria attività lavorativa. Chiediamo alle autorità preposte di fare piena luce, individuando le responsabilità su quanto accaduto – affermano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – Come sindacati di riferimento della categoria, ancora una volta siamo a denunciare, quanto si debba ancora fare nella prevenzione degli infortuni e quanto si debba investire per evitare che questi succedano. La sicurezza sul lavoro costituisce un investimento aziendale – sottolineano – troppo spesso invece è visto come un mero costo su cui cercare di “fare la cresta” per ridurre l’impatto economico».

«Sicurezza e regolarità dovrebbe essere il binomio da perseguire in un settore articolato dove, nonostante l’avanzamento delle norme legislative, esiste un sistema di appalti e subappalti infiniti, tendenti ad eludere – proseguono i sindacati – La caduta dall’alto è la causa più frequente degli incidenti nel settore edile, la frenesia dello svolgimento dell’attività, finalizzata a rendere “di più”, costituisce sicuramente un altro fattore determinante. Per questo – concludono – chiediamo che vengano intensificati i controlli, l’introduzione della patente a punti e applicazione delle sanzioni penali per mancato rispetto delle norme sulla sicurezza. Come sindacati esprimiamo tutta la nostra solidarietà ai lavoratori coinvolti negli infortuni registrati, continuiamo a stare sul campo, anche attraverso le figure dedicate (Rlst) a cui i lavoratori possono rivolgersi in caso di dubbi o segnalazioni di condizioni di pericolo, per raggiungere un obbiettivo, oggi molto lontano, di zero morti sul lavoro».

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