Forlì, in chiesa senza green pass: “Tutto nella norma”

In chiesa senza green pass, ma se quando esci poi vai a pranzo fuori al chiuso allora ti serve. E se organizzi un matrimonio idem: la funzione in chiesa è senza green pass, al pranzo nuziale però bisogna averlo. Considerando che le persone sono praticamente le stesse viene da pensare che si tratta di situazioni abbastanza incongruenti. In pratica le chiese restano l’unico luogo chiuso nel quale si può entrare senza certificato verde, cosa che ha creato parecchi malumori.

«Noi abbiamo un disciplinare che rispettiamo fin dall’inizio della pandemia – spiega don Franco Appi, direttore del settimanale della Diocesi “Il Momento” – forse siamo gli unici che lo hanno sempre avuto e devo dire che all’inizio il Comitato tecnico scientifico pensava fossero le chiese a diffondere il virus, seguendo le regole di questo disciplinare in realtà non è avvenuto».

Mascherina e distanziamento sono obbligatorie anche in biblioteca, al cinema o per seguire eventi culturali ma senza green pass non si entra. «Bisogna che tutti noi ci sforziamo di fare passare il messaggio giusto: il green pass è la precondizione per poter fare una vita di comunità – afferma il direttore di Confesercenti Giancarlo Corzani – Se questa è la regola per stare insieme bisogna imparare a rispettarla. Non si capisce perché si possa stare in una chiesa chiusa senza green pass, mentre si pongono regole diverse per altri contesti».

Opposta l’opinione del sindaco Gian Luca Zattini: «La chiesa ha sempre avuto una grande attenzione alla sicurezza e si tratta di spazi molto ampi dove non ci si ferma a fare crocchi, ma per pregare e ascoltare una funzione. Trovo che sia una scelta intelligente e opportuna quella di non aver messo l’obbligo del green pass».

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