Forlì, il sindaco Zattini: “Scuola solo in presenza”

A metà del primo mandato da sindaco, Gian Luca Zattini fa il punto della situazione per Forlì. Futuro, emergenza Covid, scuola, aeroporto, degrado i temi toccati.

Sindaco Zattini, giunto a metà mandato come giudica il percorso?

«Buonissimo nel rapporto con la città, c’è la constatazione che il ragionamento che veniva fatto in campagna elettorale, cioè “arrivano i barbari”, è infondato. Siamo amministratori bravi e coscienziosi e soprattutto rispettosi della storia della città. Mi sento molto soddisfatto di questi primi due anni».

Un altro agosto particolare dal punto di vista sanitario. Se lo aspettava?

«No, questo veramente non lo pensavo. Non dobbiamo lamentarci perché la nostra realtà territoriale sta vivendo un momento delicato, ma sotto controllo dal punto di vista sanitario e della riposta dei cittadini. Ovviamente quello che si poteva immaginare, cioè l’uscita dal Covid per il periodo estivo e viste le vaccinazioni, non è successo. Il messaggio che deve passare è: vaccino, vaccino, vaccino. Rimane l’unico presidio di cui siamo dotati».

Il Green pass ha creato polemiche?

«Non entro nelle polemiche, un risultato l’ha dato: abbiamo avuto un boom di richieste di vaccinazioni. Qualche perplessità sulle piccole realtà di ristorazione e nei bar c’è perché condanniamo i nostri esercenti a fare un lavoro che non gli compete».

La ripresa delle attività pubbliche ha comportato qualche problema di degrado in centro, un punto su cui avete dovuto lavorare.

«Ovviamente un tema che ci preoccupa è quello della comparsa di gruppi di giovani, giovanissimi, a volte poco più che bambini, che iniziano ad avere comportamenti che in prospettiva ci preoccupano fortemente. E in questo caso si devono ricreare le condizioni di un patto tra istituzioni e famiglie. Il loro coinvolgimento deve essere maggiore».

Il regolamento di polizia urbana vi soddisfa?

«È un segnale di attenzione. Stiamo potenziando in maniera enorme il sistema di video sorveglianza delle zone di maggior rischio. È un modo per manifestare che accanto ai diritti ci sono anche i doveri. Non abbiamo premuto l’acceleratore sulle sanzioni. Abbiamo dato indicazioni di colloquio e dialogo coi cittadini. Un grande problema lo vedo nell’alcol sopratutto nei giovani, cosa che non esisteva fino a 20-30 anni. Questo mi preoccupa molto, è un tema che non dobbiamo trascurare».

La scuola a settembre?

«La frontiera non valicabile è: la scuola deve essere in presenza. Le prove Invalsi ci hanno dato una cartina di tornasole: la didattica a distanza ha dato impreparazioni notevoli, soprattutto nei ragazzini e nelle materie scientifiche e anche un problema di socialità. Noi stiamo dedicando per tutte le scuole di competenza, fino alle media, attenzione negli spazi, forniremo nelle oltre 550 aule sistemi di sanificazione dell’aria. Cerchiamo di fare tutto il possibile, ma mi opporrò in tutte le maniere possibili al ritorno della didattica a distanza».

Che sfide vi aspettano a settembre?

«Vedremo che conto ci presenterà l’estate dal punto di vista sanitario, però mi sento di dire che se le vaccinazioni andranno avanti, avremo sì dei focolai, col virus dovremo convivere, ma la nostra realtà è sotto controllo. Mi aspetto un grande dinamismo dal punto di vista economico. Sto girando nelle nostre aziende e lo stupore positivo è stato vedere un tessuto economico e produttivo che ha voglia di investire, potenziare e crescere e questo mi fa ben sperare. Il tema è il solito: molte aziende mi rappresentano la difficoltà a trovare personale adatto. Lavoreremo sulla formazione, sul rapporto tra scuola e mondo produttivo. A volte prepariamo persone per attività che non vengono richieste dal mercato e invece siamo scoperti per attività che avrebbero richieste».

I primi mesi dell’aeroporto?

«L’aeroporto rappresenta un potenziale enorme. Ha riaperto ed è importante. Ovviamente come in tutto il mondo ci sono sofferenze legate al carattere sanitario, la difficoltà di aprire rotte già previste. Noi stiamo portando avanti un grandissimo progetto che è il progetto del polo aeronautico: siamo in fase di definizione con la Fondazione e l’aeroporto, il Comune è il capofila per creare il concetto fisico del polo aeronautico. Ci sono prospettive enormi: abbiamo un istituto aeronautico, l’aeroporto, l’università, Enac, Enav. Abbiamo tutto».

Il capitolo viabilità?

«Siamo in attesa di valutare con il Comune di Ravenna il potenziamento della Ravegnana e si stanno sbloccando i permessi della cosiddetta via Emilia bis, per collegare le tangenziali di Forlì, Forlimpopoli e Cesena. E poi il completamento della nostra Tangenziale, senza scartare a priori l’idea di Unindustria sull’alta velocità».

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