Forlì, il patrimonio dantesco della biblioteca Saffi

È un percorso espositivo diffuso quello che la Regione Emilia-Romagna dedica al settecentenario della morte di Dante: da Piacenza a Ravenna, da Ferrara a Rimini, sono 14 le mostre di manoscritti, cinquecentine, incunaboli e anche curiosità, sulla Divina Commedia e le altre opere firmate da Dante. L’Emilia-Romagna si conferma così un territorio ricchissimo di tracce e testimonianze dell’opera e della presenza del grande poeta: in poche parole, una regione “dantesca”.

Fra le città che contribuiscono a realizzare l’affresco ideato da Alberto Casadei “Dante e la Divina Commedia in Emilia-Romagna”, non poteva mancare Forlì, uno dei luoghi dell’esilio e sede di quella famiglia Ordelaffi con cui Dante ebbe stretti rapporti nel 1302 e poi nel 1310 alla vigilia della discesa in Italia di Enrico VII. La cittadina romagnola conserva nella sua biblioteca comunale molti segni dell’amore della città per il poeta e la mostra allestita a Palazzo Romagnoli fino al 18 dicembre, si indirizza proprio Alla scoperta di Dante. Il patrimonio dantesco alla Biblioteca Aurelio Saffi di Forlì. Vi collaborano la Biblioteca e i Musei Civici di Forlì con alcuni dei pezzi più significativi della sezione dantesca, di oltre 1600 volumi, e del Fondo Piancastelli.

Il percorso espositivo allestito a Palazzo Romagnoli rappresenta infatti una piccola parte del grande patrimonio forlivese, ma i documenti scelti sono fra i più antichi e rari conservati nella cittadina romagnola. Fra i pezzi esposti ci sono una pergamena miniata del XV secolo con alcuni frammenti della Divina Commedia, il manoscritto di Le cronache della città di Forlì in cui il forlivese Leone Cobelli nel XV secolo cita i versi della Commedia come fonte storica, e anche un bel codice miniato sempre del XV secolo con la trascrizione di opere del forlivese Flavio Biondo, uno dei primi studiosi di Dante.

Fra i testi a stampa sono esposte due edizioni veneziane del 1477, di cui una impreziosita da miniature, e un’edizione del 1497 con il commento di Cristoforo Landino.

Sono presenti inoltre alcune cinquecentine, due dei tipografi forlivesi De’ Gregori e Marcolini, e un’edizione veneziana del 1596, detta “del nasone”, a causa del naso prominente con cui Dante viene raffigurato nel frontespizio del volume. In mostra anche due volumi ottocenteschi con le incisioni di Luigi Adamolli e di Gustave Doré, e infine una curiosità: una piccolissima Divina Commedia del 1919, di soli 6,5 cm contenente il testo integrale.

Orari: martedì-domenica, ore 9.30-19. Ingresso libero

Info: 0543 712627

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