Forlì, il nucleo elicotteristi Carabinieri festeggia 30 anni

Il 1° settembre 1992, all’interno dell’aeroporto “Luigi Ridolfi” di Forlì, viene istituito il 13° Nucleo Elicotteri Carabinieri. L’aerodromo, nato come campo di aviazione militare nel 1936 ed intitolato alla memoria del pluridecorato pilota forlivese Luigi Ridolfi, diventerà in seguito, durante la guerra, sede del 30° Stormo bombardieri della Regia Aeronautica. Il 3 settembre 1993, il primo Agusta Bell AB 206 “Fiamma 62” dava inizio alle attività del Reparto, che acquisiva competenza sull’intero territorio della Regione Emilia Romagna. In data 24 maggio 1993 il Nec riceve per la prima volta un elicottero A109, biturbina che ha consentito di svolgere le attività di supporto aereo con maggiori prestazioni e versatilità di impiego. Successivamente, il 4 luglio 1995, è il potente e prestante modello AB 412 SP, di notevoli autonomia e capacità di carico, ad inserirsi nella linea di volo del 13° NEC.

Si raggiunge così la configurazione tipica di un Nucleo Elicotteri dell’Arma composta da due AB 206 B1, un A 109 ed un AB 412 fino alla data del 26 gennaio 2008 allorquando, a seguito della nuova riorganizzazione operativa dei reparti di Volo dell’Arma, il 13° Nec assume una configurazione di impiego su elicotteri medi AB 412 SP ed AB 412 MFD, all’interno del territorio dell’Emilia Romagna e, dal 1° gennaio 2013, anche su parte della regione Marche. A seguito della rimodulazione delle dotazioni organiche dei Nuclei Elicotteri, in data 11 novembre 2018 giunge al 13° NEC il primo A 109 Nexus “Fiamma 54”. Il nuovo elicottero biturbina dotato di telecamera ad infrarosso e potente faro di ricerca notturno, grazie alle sue prestazioni di velocità consente di poter operare su tutta l’area di competenza con tempi di volo ristretti, garantendo un’elevata versatilità d’impiego operativo del Reparto.

Ma uomini e mezzi del 13° NEC hanno partecipato, in questi 30 anni, anche ad operazioni congiunte di soccorso fuori area. Spiccano gli eventi che hanno colpito la popolazione dell’Emilia Romagna in occasione delle alluvioni del PO (1994-1996 – 2000), del terremoto dell’Aquila del 2009 e del sisma in Umbria-Marche della primavera 2012, nonché della valanga di Rigopiano (PE) nel 2017, l’esondazione del fiume Savio a Cesena nel 2019 e del fiume Panaro nelle periferie bolognesi nel maggio 2020, fino alla tragica esondazione del fiume Misa nel settembre 2022 nelle province di Ancona e Pesaro.

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