Forlì. Il Covid “insegna”, l’ospedale si allarga

La coda della pandemia, o quella che si auspica sia realmente tale, rimbalza ancora sulle strutture ospedaliere anche in Romagna e a Forlì, ma «nonostante il tasso di occupazione dei posti letto ci faccia permanere al livello arancione e non ci ponga ancora in quello verde», questa ricaduta è sempre più modesta e, fortunatamente «controllabile e controllata». Parola di Paolo Masperi, il direttore dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” che fotografa in questi termini la situazione ancora vigile, ma decisamente più serena, che il personale medico e infermieristico del plesso di Vecchiazzano sta vivendo dopo due anni di apnea.

Una situazione che potrebbe portare anche in tempi rapidi, a una riorganizzazione sempre più vicina agli standard pre-Covid della struttura. «Nelle ultime settimane abbiamo avuto costantemente una media oscillante tra 20 e 25 persone ricoverate per Covid e tutte sono degenti nei reparti di Pneumologia e Malattie infettive – spiega –. Medicina è libera, fatti salvi alcuni casi sporadici di pazienti internistici che risultano anche positivi al virus. Negli ultimi giorni, poi, i ricoveri sono ulteriormente calati e attualmente ne contiamo appena 16, di cui uno in terapia intensiva dove, però, ormai da mesi curiamo un numero limitatissimo di persone». Fatta salva questa eccezione ed altre sempre più episodiche, «il quadro clinico dei pazienti non presenta problematiche gravi dal punto di vista delle infezioni respiratorie, è ben controllabile» così che, se la tendenza alla diminuzione dei ricoveri verrà confermata anche nelle prossime settimane «si può pensare di ripristinare tutti i reparti in attività ordinaria per gestire i casi Covid esclusivamente nel reparto di Malattie infettive».

Una prospettiva realistica e della quale i direttori degli ospedali romagnoli stanno discutendo proprio in questi giorni tra loro per andare verso una previsione comune. A Forlì, intanto, si sono già liberati i reparti che durante l’emergenza più acuta erano stati convertiti al bisogno impellente. «Quello al 5° piano adibito al trattamento dei casi Covid, si è completamente svuotato ed è stato disattivato – precisa Masperi –. Lì vi riporteremo Ginecologia e Chirurgia senologica, stiamo attendendo gli arredi che mi auguro possano essere pronti entro ferragosto poiché la crisi internazionale sta rallentando tutte le forniture. Se così sarà, a settembre l’attività potrebbe ripartire».

Al “Morgagni-Pierantoni”, però tanto altro sta per cambiare o è già cambiato. Per affrontare meglio eventuali recrudescenze della pandemia o il presentarsi di altre emergenze epidemiche, Pneumologia e Rianimazione sono state rafforzate. «Abbiamo ultimato i lavori dal punto di vista strutturale, impiantistico e tecnologico per la predisposizione di ulteriori 8 posti letto per la gestione di pazienti in terapia subintensiva – illustra Masperi -. Sono poi iniziati 15 giorni fa quelli in Terapia intensiva per altri 4 letti: passeremo da 10, ma erano 8 nel 2020, a 14 per un investimento complessivo di 1,8 milioni. Entro 6 mesi dovremmo averli ultimati». Dureranno un anno, invece, altri interventi di potenziamento, anch’essi appena iniziati. Per una spesa di 1,4 milioni «stiamo allargando il blocco operatorio, un investimento importantissimo che porterà a creare due nuove sale d’intervento che si aggiungeranno alle 8 attuali».

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