Forlì, il “caso” della municipale: niente bando per il comandante

Da inizio gennaio la Polizia locale si divide in due corpi. Da un lato quella dell’Unione dei Comuni, con 32 unità di personale, la previsione di assunzione di altre 10 figure e una procedura di selezione già avviata per l’affidamento dell’incarico di comandante. Dall’altro la Polizia locale di Forlì, che tra pochi giorni sarà ufficialmente fuori dall’organismo che comprendeva tutti i 15 Comuni del territorio, che torna a gestire internamente 118 figure professionali suddivise in 4 funzioni amministrative e che, invece, potrebbe avere il suo nuovo comandante solo nel 2023.

È questo il tema, piombato caldissimo all’ordine del giorno del consiglio comunale di ieri in seguito a tre interpellanze attraverso le quali, Pd e lista civica di centrosinistra “Forlì e Co” chiedevano come l’Amministrazione avesse intenzione di gestire la delicata transizione. Sì, perché per ammissione dello stesso Comune di transizione si tratta visto che non si procede immediatamente a un bando per la selezione del futuro comandante, bensì si dividono le funzioni tra due figure interne al complesso dei funzionari del Municipio. Come ha spiegato l’assessora al Personale, Maria Pia Baroni, «si è scelto di adottare in via transitoria una soluzione che prevede l’individuazione del vice segretario comunale, Michele Pini, quale responsabile del servizio di Polizia locale e referente dirigenziale per tutte le funzioni amministrative e finanziarie del Corpo, mentre tutti i compiti legati alla sua attività operativa sul territorio saranno dati a un vice comandante da individuare con una procedura selettiva tra le posizioni organizzative dell’ente». Il vice sarà, dunque, un comandante in reggenza, Pini non assumerà quest’ultima, specifica, funzione e la transizione dovrebbe protrarsi sino a primavera, almeno. Se non oltre come temono Cgil e Cisl e le forze politiche di centrosinistra che ritengono ingiustificabile il ritardo. Sì, perché nel frattempo gli altri 14 Comuni dell’Unione si sono già mossi con un bando e le voci di corridoio danno Daniele Giulianini ormai sicuro di passare dall’essere il comandante del “Corpo unico” a diventarlo dell’Unione “deforlivesizzata”.

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