Forlì. Forza Italia mette in dubbio la maggioranza

«Se le condizioni sono queste e verranno confermate, Forza Italia a Forlì non potrà mantenere lo stesso rapporto di prima all’interno dell’alleanza. Certo, rimaniamo dentro al centrodestra ma valuteremo di volta in volta sulla base dei contenuti». Prende posizione il consigliere comunale forzista, ormai l’unico, Lauro Biondi alla luce dell’imminente rimpasto di giunta che vedrà inseriti nella squadra guidata da Gian Luca Zattini gli assessori Marco Catalano (Fratelli d’Italia) e Barbara Rossi (commercialista e vicina al gruppo Centrodestra per Forlì di Davide Minutillo). I trascorsi sono noti: alcuni consiglieri eletti tra le fila di Forza Italia, tra cui lo stesso Catalano, sono migrati nel partito di Giorgia Meloni e allo stesso tempo l’unico eletto nel 2019 in quota Fratelli d’Italia (Davide Minutillo, ndr) oggi guida un proprio gruppo consiliare all’interno del quale sono approdati anche Marinella Portolani (ex lista civica Forlì Cambia per Zattini sindaco) e Francesco Lasaponara (espulso dalla Lega). In più, l’assessora azzurra Rosaria Tassinari lascerà il suo incarico da amministratore comunale per dedicarsi in toto a quello di parlamentare.

Ecco allora che Forza Italia valuta la possibilità di sfilarsi dalla maggioranza. «Il gruppo dei forzisti tra i banchi dell’assise è composto da una sola persona, il sottoscritto che è rimasto fedele ad un progetto e al partito – sottolinea Biondi –. Questo non si può certo dire di altri che hanno compiuto scelte diverse, se fossero rimasti oggi Forza Italia avrebbe 3 consiglieri. Sembrano contare di più i numeri rispetto al responso elettorale e alle idee». In questi termini, quindi, anche il rimpasto di giunta non trova la benedizione dei berlusconiani forlivesi. «Spero che ci sia qualche ripensamento da parte degli alleati – prosegue il consigliere di Forza Italia –. Sull’innesto del nono assessore sono perplesso, ad un anno e mezzo dalla fine del mandato si sarebbero potute impegnare di più le forze che erano già a disposizione, specie adesso che le indennità per assessori e sindaco sono aumentate e proprio in un periodo in cui l’emergenza povertà è dietro l’angolo. Dall’altra parte, se qualcuno cresce dal punto di vista elettorale (Fdi, ndr) ce ne sono altri che scendono (la Lega, ndr), mentre Forza Italia ha ottenuto un risultato simile alle amministrative del 2019».

Insomma, non viene detto esplicitamente ma è chiaro che Forza Italia al posto di Tassinari avrebbe preferito un altro dei suoi in giunta (adesso rimane solamente Giuseppe Petetta per il quale Biondi dice che «furono Galeazzo Bignami e Luca Bartolini, ora entrambi di Fdi, a fare il suo nome con il mio consenso a posteriori: fu inventato così un tecnico, attribuito a Forza Italia probabilmente per il trascorso dell’attuale assessore») e togliere un assessorato alla Lega visto il crollo alle ultime elezioni.

Se come pare il distacco dalla maggioranza sarà conclamato, all’interno di Forza Italia si aprirebbe un’ulteriore frattura. Da un lato il commissario provinciale del partito Giuseppe Bettini non mette in discussione l’alleanza, dall’altro il club forlivese non ci sta. «Non ho mai mancato di seguire le indicazioni del partito – dice Biondi –. A Napoli per costituire il club come voleva Silvio Berlusconi, io ero presente. Noi siamo Forza Italia e il contrario lo possono dire solamente gli elettori o il partito stesso». «Deve essere la meritocrazia a scegliere gli uomini giusti – fa eco il berlusconiano, Rotilio Biserna –, non la partitocrazia. Non si può assistere a trattamenti come quelli subiti da Davide Minutillo che è stato cacciato da transfughi e traditori, di cui uno di questi è pure vice ministro alle infrastrutture (Galeazzo Bignami, ndr)». E.V.

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