Forlì, flash mob contro le discriminazioni

In piazza per protestare contro l’affossamento del disegno di legge Zan. Erano circa 300 le persone che si sono radunate per un flash mob davanti al chiostro di San Mercuriale richiamate dai movimenti Rea Collettivo di genere, Forlì Città Aperta e Un secco no. Cartelli, manifesti, striscioni, testimonianze per manifestare la rabbia contro il no al Ddl Zan. «Per dare voce alla protesta di tutte quelle persone e realtà che lottano a sostegno dei diritti e contro le discriminazioni – hanno spiegato gli organizzatori – Questa legge rappresentava un primo passo per riconoscere e tutelare la comunità Lgbt+, donne, persone femminilizzate e disabili. I nostri diritti sono stati merce di uno scambio politico e quindi è il momento di alzare la voce e la posta. Quindi siamo qui a chiedere molto più di Zan, che significa non soltanto minimo sindacale che era quella legge, ma educazione sessuale nelle scuole, contrasto alla violenza medica, contraccezione gratuita, depatologizzazione dei percorsi di transizione e aiuti concreti alle persone. Dobbiamo chiedere di più». Sono state lette testimonianze, a volta anonime, a volte dalle dirette protagoniste, di vittime di violenze.


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