Forlì Festival, il gusto per la trasgressione di Caterina Sforza

Si apre oggi l’anteprima di una rassegna dedicata alla signora di Imola e contessa di Forlì – nata nel 1463 e morta nel 1509 – : “Festival di Caterina Sforza. L’Anticonformista 2022”, ideato e diretto dalla scrittrice e attrice forlivese Eleonora Mazzoni. Il festival è organizzato in due momenti: l’anteprima, con tre appuntamenti di avvicinamento alla figura storica di Caterina Sforza si svolgerà nei giorni di giovedì 5, 12 e 19 maggio, mentre il vero e proprio Festival è previsto dal 16 al 18 giugno all’Arena San Domenico con spettacoli, incontri culturali e talk show.

Eleonora Mazzoni cosa significava ai tempi di a Caterina Sforza essere anticonformista?

«Il Festival stesso ci porterà ad approfondire questo tema, ho voluto questa parola nel titolo proprio per andare a scoprirlo. Caterina Sforza era figlia dei suoi tempi, vissuta a cavallo tra Medioevo e Rinascimento, nell’età moderna, ma allo stesso tempo aveva una sua unicità per gli eventi dovuti alla sua vita, una sorta di sfasatura. Ecco l’anticonformismo è questo, una crepa nel pensiero corrente rispetto alle regole standardizzate di ciascun tempo. Per certe cose Caterina è stata in anticipo sui tempi e aveva un gusto per la trasgressione».

E cosa vuol dire esserlo oggi?

«Trovo che oggi sia più difficile essere anticonformista, tendiamo ad addormentarci a cadere nelle abitudini, andiamo verso la ricerca del consenso e per forza di cose ci adeguiamo alla realtà circostante. Oggi è tutto più omologato. All’epoca c’erano in effetti regole più chiare e così anche le trasgressioni erano più chiare. Pasolini parlava di omologazione negli anni ’70, oggi bisogna riconoscere i modelli imposti e staccarsene. Secondo Pasolini sono i poeti che devono svegliare la società, ecco vorrei che il festival risvegliasse il pensiero e che questo avvenisse in maniera piacevole, attraente».

Perché l’anteprima è dedicata in particolare ai giovani?

«Perché ripensando agli ultimi due anni, alle restrizioni che hanno vissuto in pandemia la prima cosa che ho voluto fare è per loro. Tenerli in considerazione, coinvolgerli, avvicinarli a questa figura identitaria per la città di Forlì, per la Romagna».

Caterina Sforza può ispirare i giovani di oggi?

«Certamente. I temi su cui ho costruito il festival sono essenzialmente tre: la figura della donna messa in relazione con il potere, la bellezza e la scienza. Si partirà dalla figura di Caterina e dalle donne del suo tempo per poi indagare questi temi in relazione al presente».

Che idea personale si è fatta di Caterina Sforza?

«Di una donna extra- ordinaria, di quelle che nascono una volta ogni tanto. Per le vicende che ha vissuto, ricordiamo che a nove anni e mezzo è stata data in sposa al nipote del pontefice Sisto IV, ha avuto una vita avventurosa, tre matrimoni, otto figli, è stata a capo di un regno piccolo ma strategico in Romagna. Ha sempre protetto il suo potere con le unghie, non lo hai mai voluto cedere agli uomini che ha amato o sposato. Era una donna in anticipo rispetto ai tempi, estremamente coraggiosa, audace, trasgressiva».

Cosa significa per lei dirigere questo festival?

«Quando mi è stato chiesto sono rimasta sorpresa, non ci avevo pensato. Ho accettato dopo qualche riflessione e poi mi ci sono buttata a capofitto. Questo è un fatto che mi costringe a fare un salto, a uscire dalla mia comfort zone, mi sono prestata a un lavoro che non è il mio. Ho un’esperienza ventennale come attrice e ho voluto inserire nel festival un elemento di spettacolo intelligente, di qualità, che rende più fruibile la cultura».

“Donne e potere”oggi alle 11 primo incontro

I tre incontri dell’Anteprima saranno tenuti dalla professoressa Maria Giuseppina Muzzarelli, ordinaria di Storia medievale presso l’Università di Bologna. Oggi alle 11 presso la Sala del Refettorio del Museo di San Domenico si svolgerà l’incontro “Donne e potere. Il potere nelle mani delle donne”: Muzzarelli racconterà il nesso tra l’universo femminile e il potere nel periodo che va dal Medioevo alla prima Età moderna. Il 12 maggio alle 11 presso la Fabbrica delle Candele l’incontro si intitolerà “Curare e prendersi cura: una linea di comportamenti al femminile” e ci spiegherà di come le donne, fin dall’antichità, si siano assunte funzioni di cura. Il 19 maggio alle 11 presso la Fabbrica delle Candele “Il linguaggio delle vesti al tempo di Caterina di Sforza” approfondirà il tema del valore sociale, simbolico ed economico che la moda aveva all’epoca di Caterina Sforza.

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