Forlì, il primario di Gastroenterologia: “Il Covid danneggia anche stomaco e intestino”

Gli effetti del Covid-19 si propagano su molti piani. A quelli più comuni a livello polmonare si aggiungono quelli neurologici, che intaccano la capacità di percepire odori e sapori, ma anche postumi connessi all’apparato digerente. «Effetti collaterali a carico di stomaco e intestino sono stati riscontrati su molti pazienti, lo stesso è stato riportato dalla letteratura scientifica», spiega Carlo Fabbri, primario del reparto di Gastroenterologia degli ospedali di Forlì e Cesena. Ma il coronavirus, che continuare a definire “nuovo” oggi non è più attuale, ha provocato effetti a raggio molto più ampio, investendo pesantemente anche la sfera psicologica e sociale. In Gastroenterologia, racconta il medico primario, arrivano persone con disturbi tangibili, «gastriti, reflussi, difficoltà a digerire», che hanno origini lontane dall’organo in cui si manifestano. «I disturbi alimentari – afferma il primario – mostrano un incremento epidemiologico quando si verificano situazioni di isolamento sociale».

Dottor Fabbri, con il Covid ha notato un aumento nei disturbi alimentari?

«Non sarei così netto. Tutte le situazioni di isolamento e di restrizione tendono a slatentizzare disturbi e malattie che preesistevano. La quarantena e il lockdown dovuto al Covid sono una delle circostanze che hanno portato a questo effetto. Il processo di isolamento, soprattutto nei giovani, era iniziato anche prima del Covid, per via dell’insoddisfazione generata dalla società, che sembra non dare risposte ai giovani e non permettere loro di esprimersi assecondando aspirazioni e desideri. Anoressia, bulimia, sovrappeso e obesità erano già in crescita, non più solo tra gli adolescenti ma anche tra le persone in età adulta e tra i maschi».

In che modo, invece, si manifestano i danni provocati dal Covid sull’apparato digerente?

«Abbiamo visto e documentato enterocoliti, infiammazioni dell’intestino e del colon che si manifestano con alterazioni dell’alvo, provocando episodi di diarrea nella fase acuta dell’infezione. Ma siccome il virus può creare danni anche a livello neurologico, il cosiddetto “neurocovid”, essendo l’intestino innervato, possono verificarsi disturbi gastrointestinali anche a distanza di mesi dall’infezione. Tra questi, alterazione dell’appetito o gonfiore addominale ma anche epatiti del fegato, tutti riportati dalla letteratura scientifica. In considerazione di tutte le ripercussioni del Covid, da sommare ai 150mila morti in Italia, dico che vaccinarsi è un imperativo sociale. È l’unico modo per uscire da questo malattia che ha causato un danno planetario economico e sociale della stessa portata di una guerra».

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