Forlì. Emergenza ucraini, bimbi a scuola con sostegno psicologico

La metà degli oltre duecento ucraini arrivati a Forlì in fuga dalla guerra sono minori. Un dato in continua evoluzione, destinato sicuramente a crescere. Bambini e giovanissimi presenti nel territorio sono dunque un centinaio, mentre quelli già registrati e inseriti nelle scuole in tutta la provincia sono una cinquantina. «Essendo una situazione in continua evoluzione, con arrivi praticamente giornalieri, anche gli inserimenti scolastici stanno avvenendo piano piano – afferma l’assessora alla Scuola Paola Casara – bambini e ragazzi non sono ancora tutti inseriti. Il dato provinciale indica circa una cinquantina di inserimenti nelle scuole di ogni ordine e grado. Non abbiamo per il momento un dato scorporato, ma direi che circa la la metà sono a Forlì. È un dato emerso in alcuni tavoli che ci sono stati con alcune cabine di regia e con la Prefettura. Dai piccolissimi fino alle superiori, chiaramente è molto ampia la fascia delle scuole – prosegue Casara – Adesso cominciamo avere anche inserimenti nelle scuole superiori; per quanto riguarda i piccoli ci sono meno problemi perchè anche se non conoscono la nostra lingua riescono comunque a socializzare, mentre è un po’ più complicato integrarsi per gli studenti più grandi. So che molti stanno cercando di mantenere i rapporti con le proprie insegnanti ucraine, facendo una sorta di dad in collegamento con il loro paese. C’era questa richiesta di mantenere i contatti con le insegnanti ucraine per limitare il trauma – sottolinea Casara – Al di là dei numeri la situzione è da leggere in continua evoluzione, se qualche settimana fa dovevano ambientarsi con l’idea di restare un breve periodo adesso si sta cercando di capire se la situazione si prolungherà per alcuni mesi. Chiaramente si spera che la guerra finisca in tempi brevi, per questo è importante mantenere il rapporto con le loro insegnanti e noi dobbiamo essere capaci di accoglierli anche dal punto di vista psicologico. Dalla scuola elementare in poi stiamo cercando con i dirigenti scolastici di attivare anche un sostegno al di là della didattica, di supporto psicologico. Poi cercheremo di inserirli anche in altre attività extra scolastiche (sport, cultura, centri educativi). Piano piano cercheremo di capire come gestirli al meglio».

Poiché la sistemazione dei profughi ucraini nel Forlivese è avvenuta soprattutto attraverso i ricongiungimenti familiari alcuni bambini sono stati accolti nelle scuole dell’infanzia della città mercuriale nelle zone in cui vivono insieme alle rispettive famiglie per agevolarli il più possibile. s.ferr.

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