Forlì, Elio omaggia Jannacci al teatro Diego Fabbri

“Forlì Grande musica”, rassegna invernale di “Emilia Romagna Festival”, si propone con una “prima”, al teatro Diego Fabbri. A chiusura delle attività del 2021 oggi (ore 21) va in scena “Ci vuole orecchio. Elio canta e recita Enzo Jannacci”. In scena, Stefano Belisari (il vero nome dell’ex leader delle Storie Tese), insieme a Seby Burgio (pianoforte), Martino Malacrida (batteria), Pietro Martinelli (basso e contrabbasso), Sophia Tomelleri (sassofono) e Giulio Tullio (trombone).

A riproporre le canzoni di Jannacci sul palco, forse ci voleva proprio Elio: non perché brani come “Vengo anch’io”, “Messico e nuvole” o proprio “Ci vuole orecchio” non siano presenti per strade diverse nella memoria di tanti, anche di chi all’epoca in cui diventarono famosi non era ancora nato. Ma quel modo di fare spettacolo senza mostrare di prendersi troppo sul serio, lo sguardo continuamente diretto verso un altrove, e allo stesso tempo il rigore e la serietà accomunano i due artisti: uno medico e chirurgo, l’altro ingegnere, entrambi in grado di tenere aperta una porticina fra le diverse parti della propria vita e della propria personalità. Li avvicina inoltre la loro “milanesità”: Jannacci cantava la Milano delle periferie degli anni ’60 e ’70 descrivendola come fosse una sorta di teatro dell’assurdo, in brani indimenticabili come “El portava i scarp del tennis”. Elio riconosce quei personaggi, attori anche del suo immaginario di bambino e di ragazzo e li fa suoi, con i loro tratti malinconici e farseschi, surreali e tristi.

«Chi non ride non è una persona seria» sosteneva Jannacci e proprio in questo cortocircuito sta il segreto di tanti suoi brani: non a caso il medico di Lambrate era chiamato il “Buster Keaton della canzone”, mentre lui stesso si definiva “poetastro”. Era insomma un cantautore eccentrico, in grado di intrecciare temi e stili apparentemente antitetici con uno sguardo poetico e bizzarro che spiazzava e stupiva: popolare e anticonformista.

Ed Elio molto di tutto questo lo fa suo… Sul palco, disegnata da Giorgio Gallione, una scenografia coloratissima su cui si muovono i musicisti in uno spettacolo che non guarda solo alla musica ma è arricchito da scritti e pensieri di compagni di strada di Jannacci, da Eco a Fo, da Francesco Piccolo a Marco Presta, a Michele Serra.

Biglietti: 20-13.50 euro.

Info: 0542 25747

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