Forlì e il caso dei manifesti gender. Il Popolo della Famiglia: “La Cgil vuole la censura”

A Forlì il Popolo della Famiglia replica alla Cgil sul tema dei manifesti con a tema la presunta ideologia gender davanti alle scuole: “La proposta della Cgil, che chiede di rimuovere i manifesti di Pro Vita & Famiglia contro il gender, dimostra l’intenzione di censurare la libertà di parola di tutti, come nei più biechi regimi. Siamo certi che a Forlì l’amministrazione comunale respingerà questa assurda richiesta di censura e farà rispettare il libero diritto di espressione esercitato dall’associazione Pro Vita & Famiglia, la quale ha a sua volta rispettato tutte le leggi italiane avviando questa campagna di affissione di manifesti. 

Il fatto di ritenere violenti e scorretti slogan come “basta confondere l’identità dei bambini” è un’opinione personale della Cgil che è lecita tanto quanto quella di Pro Vita & Famiglia di affiggere i manifesti, ma evidentemente la democrazia per la CGIL è un disvalore. 

Il richiamo poi al comma 4 della legge n.156 del 9 novembre 2021 è totalmente inopportuno e fuori luogo, in quanto non c’è alcun messaggio sessista o lesivo, ma la semplice constatazione di un dato biologico che non si può modificare per legge: il sesso è maschile e femminile e i bambini ne hanno piena e felice consapevolezza. Noi del Popolo della Famiglia il “No gender” l’abbiamo nel simbolo, la battaglia per la difesa dei piccoli dagli indottrinamenti sbagliati dei grandi è anche la nostra. Giù le mani dai bambini!”

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