Forlì, donne e lavoro: ancora difficoltà

«Le donne risultano dimenticate. La pandemia, la crisi economica e oggi gli scenari di guerra vedono le donne ancora lontane dal raggiungere una parità. La situazione è drammatica e allo stato attuale l’occupazione femminile cala, cresce la precarietà e diminuiscono i salari».

A denunciarlo è la segretaria della Cgil di Forlì, Maria Giorgini. Dopo un significativo strappo in avanti tra il 2018 e il 2019, il 2020 ha segnato, invece, una diminuzione dell’occupazione delle donne nella provincia di Forlì-Cesena. Per la precisione si registra il -6,6%, ovvero 5.232 occupate in meno. «Un dato che nel 2021 non è stato recuperato, anzi il numero delle donne occupate è ancora al di sotto della media pre Covid con un -4,1% – prosegue la segretaria -. Ciò che ancora di più impressiona è che peggiorano le condizioni di chi un lavoro ce l’ha. Il part time involontario, il ricatto sugli orari di lavoro, le difficoltà ancora presenti a conciliare il lavoro con la cura della famiglia non consentono alle donne di avere una vita libera e costruire il proprio futuro. La precarietà, inoltre, è il primo nemico del lavoro femminile». Questo lo dimostrano ancora una volta i numeri: nel 2021 appena il 9,6% delle assunzioni femminili è stato a tempo indeterminato, mentre il 90.4% delle assunzioni delle donne è stata in forma precaria. Analizzando la condizione retributiva delle donne si nota che il salario lordo medio annuale è pari a 15.300 euro lordi (l’anno precedente era di 16.241 euro) contro i 23.200 euro degli uomini.

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