Forlì, dibattito su lavoro e caro energia con Bonaccini

«Il tema della crisi energetica va affrontato in sede europea, non basta mettere un tetto al prezzo del gas, serve anche l’approvvigionamento da parte dell’Europa di una parte del gas. In Italia per anni abbiamo detto di no a tutto e abbiamo le bollette più alte del mondo. Quando i due rigassificatori saranno terminati non avremo più bisogno del gas di Putin». Il presidente della Regione Stefano Bonaccini ha affrontato senza tanti giri di parole il tema della crisi energetica nel suo intervento alla festa della Cgil di Forlì-Cesena. «Sono orgoglioso di essere in una regione dove grazie ai termovalorizzatori non abbiamo mai chiesto a nessuno di smaltire la nostra spazzatura, la stessa cosa va fatta con l’energia. Dobbiamo inquinare meno e contribuire alla transizione verso le energie rinnovabili. Costruiremo in Emilia Romagna il più grande parco eolico flottante in Adriatico, vogliamo contribuire al passaggio alle fonti rinnovabili».

«Questa crisi è più vasta e dirompente della pandemia – ha sottolineato Enzo Lattuca, presidente della provincia di Forlì-Cesena – sono preoccupato per le imprese, ma soprattutto per le famiglie più in difficoltà, quelle costrette a scegliere tra non pagare le bollette e fare la spesa. Credo che si debba intervenire a monte sul prezzo del gas, ma anche a valle per tutelare di più le famiglie». Sui costi a carico delle amministrazioni, anch’esse vittime del caro bollette Lattuca ha affermato: «Faremo tutto il possibile per ridurre i consumi negli edifici pubblici, saremo attenti anche all’illuminazione nei limiti del possibile, dovremo stringere la cinghia nonostante gli investimenti fatti sull’efficientamento energetico. Per affrontare questo problema va preso il toro per le corna, quantomeno a livello europeo e bisogna muoversi su scala ampia come fatto per la pandemia. La dimensione democratica giusta non può essere locale, ma europea. Lo Stato deve aprire l’ombrello, che non è grande all’infinto, e aiutare chi è più in difficoltà».

La segretaria della Cgil di Forlì, Maria Giorgini, ha posto l’accento sulla situazione territoriale. «In questo momento pur non essendo il territorio ad avere le leve più efficaci, è qui che si scaricano tutte le difficoltà. È sotto gli occhi di tutti l’esempio della Fenix in questi giorni: lavoratori ai quali sono state chiuse le porte da un giorno all’altro e che chiedono risposte. C’è stato un territorio che ha preso in carico la situazione, ma il punto è che se non mettiamo in piedi un sistema valido nell’immediato, rischiamo di non avere gli strumenti per fare quadrato per aiutare chi è più in difficoltà a superare questa crisi».

(L’articolo completo sul Corriere Romagna oggi in edicola)

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